“Tutto per tutto”: il libro di Enzo Muscia presentato a Fagnano Olona
“Ci devi credere veramente se vuoi realizzare qualcosa!”

“Il leader deve essere credibile, mostrare di crederci lui per primo e dare l’esempio”. Enzo Muscia, imprenditore di 50 anni, lo dice e lo fa

FAGNANO OLONA

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“Il leader deve essere credibile, mostrare di crederci lui per primo e dare l’esempio”.

Enzo Muscia, imprenditore di 50 anni, lo dice e lo fa.

La sua storia umana e professionale è diventata prima un libro (“Tutto per tutto”, Roi Edizioni) e poi una fiction televisiva (“Il mondo sulle spalle”, trasmessa lo scorso 19 febbraio sugli schermi di Rai 1 , con Beppe Fiorello come protagonista) e lui, suo malgrado, è diventato un personaggio di notorietà nazionale.

Licenziato dalla multinazionale per cui lavorava, ha rilevato l’azienda che l’aveva lasciato senza lavoro (ipotecando la casa e investendo ogni centesimo dei propri risparmi) e ha riassunto parte dei colleghi che come lui erano finiti in mezzo alla strada.

Adesso la A Novo Italia Srl di Saronno, specializzata nella manutenzione/riparazione di apparecchiature elettroniche, impiega 40 persone e Enzo Muscia, avendoci evidentemente preso gusto, è riuscito a salvare un’altra impresa di Torino che stava per chiudere e ha ridato un’opportunità professionale alla decina di persone che altrimenti sarebbero rimaste senza lavoro.

Insomma, un Cavaliere senza macchia e senza paura del 3° Millennio.

«Di solito si vede nei film l’incarnazione del mito americano per cui si parte da zero e si crea un’impresa, mentre questa è una storia vera» ha detto Giuseppe Palomba, assessore alla Cultura del comune di Fagnano Olona, dando il benvenuto insieme con il sindaco Federico Simonelli a Enzo Muscia, nella stupenda sala consiliare del Municipio (il Castello Visconteo).

L’incontro, organizzato dalla libreria “Millestorie” di Laura Orsolini, è stato condotto dal nostro collega Luciano Landoni che ha intervistato Enzo Muscia nel corso della presentazione del libro “Tutto per tutto” che lo stesso Muscia ha scritto.

Fra i partecipanti, il nostro direttore Gianluigi Marcora.

«Quando ho conosciuto Enzo Muscia, mi sono subito reso conto di avere a che fare con una persona straordinaria – ha sottolineato Luciano Landoni –. Lui è abituato a realizzare i suoi obiettivi e a commentarli solo dopo, mentre nel nostro Paese spesso si parla invece di agire. Non ha accettato una realtà troppo brutta per essere vera e ne ha costruita una diversa».

La molla che ha spinto Muscia a reagire alla notizia del fallimento è scattata «dalla grande passione per il mio lavoro, sviluppata in una storia professionale di 23 anni che mi aveva portato a passare da tecnico elettronico a direttore commerciale – come lui stesso ha raccontato – Se avessi agito solo per convenienza economica, avrei accettato una delle tante offerte arrivate da altre imprese, ma mi sono guardato indietro e ho visto tutti i miei collaboratori. Non si poteva buttare via tutto solo perché la casa madre a Parigi aveva deciso che, come in una partita di Monopoli, la casetta di Saronno non servisse più. Sotto quella casetta c’erano competenze, lavoro e soprattutto le vite di 320 famiglie».

Un imprenditore che ci mette il cuore, oltre alla testa.

“Le imprese sono fatte di persone e non di numeri. La prima esperienza a 18 anni all’Electrolux a Solaro: ero un numero e appena ho potuto – ha detto Enzo Muscia – ho voluto cambiare, dopo 3 anni. Bisogna considerare doti e difetti delle persone, non trattarle come numeri. Oggi siamo in 40 e l’azienda è una famiglia allargata. Non devi pensare solo a te stesso, ma a tutte le loro famiglie”.

Conoscenze, competenze, impegno, professionalità e una formidabile carica di solidarietà.

“Ci devi credere e non devi mollare mai. Il tuo credo è la tua bussola. L’importante è formare una squadra sulla quale poter contare. Dove non arriva uno, l’altro deve compensare. Ho scoperto che il leader – ha specificato Enzo Muscia –  è chi riesce con il proprio esempio a crearne altri. Alla base delle aziende ci sono sempre le persone e a loro va data fiducia”.

“Ricordo che una volta – ha aggiunto –  una persona che è venuta a visitare l’azienda si è meravigliata del fatto che uno dei miei collaboratori mi desse del tu. Gli chiesi: ‘Lei misura il rispetto da queste formalità e non dal modo in cui le persone lavorano tutti i giorni?’. Tutto questo ripaga: se sei franco con gli altri, loro lo avvertono e ti ricambiano. L’ultima volta che ho rimproverato un giovane, lui si è messo a piangere, dimostrandomi quanto tenesse all’azienda e alla mia stima. E’ questo il lavoro di squadra! C’è persino chi viene a raccontarmi i suoi problemi personali”.

Chiedere e dare fiducia significa motivare le persone e ridare loro speranza nel futuro.

Una filosofia comportamentale che distingue la strategia imprenditoriale di Enzo Muscia.

“Una ex collaboratrice di 63 anni è venuta in ufficio a chiedermi se ci fosse spazio alla fine della cassa integrazione. Le ho letto negli occhi la disperazione – ha raccontato Muscia –  e le ho detto ‘se dovesse capitare, le farò sapere’. Poi siamo riusciti a vincere un importantissimo bando di gara di una multinazionale e, immediatamente dopo aver firmato il contratto, ho pensato subito a lei e l’ho chiamata  dalla macchina, mentre stavo tornando in azienda. La felicità che le lessi in volto mi commosse così tanto che quel momento sarà per sempre uno dei più preziosi e indimenticabili della mia vita”.

Le parole muovono, gli esempi trascinano” diceva Sant’Agostino e aveva ragione da vendere.

L’esempio di Enzo Muscia è trascinante, anzi, travolgente.

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