Il libro “Tutto per tutto”: una formidabile iniezione di fiducia
“Se ci sono riuscito io, ci possono riuscire tutti”

Nel 2018 l’autore di “Tutto per tutto” ha rivitalizzato un’altra azienda caduta in fallimento e ha assunto nuovo personale per (ri)portarla ai fasti del passato e magari anche più in là. “Se ci sono riuscito io, ci possono riuscire tutti”, Enzo Muscia dixit

Luciano Landoni

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L’anno che è appena cominciato si presenta, tanto per cambiare, denso di incognite sul fronte economico. I problemi interni (bassa crescita, rallentamento degli investimenti, alta disoccupazione, occupazione precaria, assenza di un’autentica politica economica) si aggiungono a quelli esogeni (guerra dei dazi e conseguente scarsa vitalità del mercato internazionale) e il risultato finale rischia di essere a somma zero. Insomma, il pericolo di farsi vincere dal pessimismo della ragione è consistente, talmente consistente da nullificare (quasi) del tutto l’ottimismo della volontà. Urgono rimedi. Anche, se non soprattutto, dal punto di vista psicologico.

In economia, si sa, a furia di gridare “Al lupo! Al lupo!”, si finisce per soccombere veramente ai suoi assalti voraci ed esserne sbranati. L’ansia è alimentata dal pessimismo e quest’ultimo è un piccone micidiale, capace di frantumare sia la fiducia che la voglia di mettersi in gioco e di credere nel proprio futuro.

Consiglio vivamente ai miei 24 lettori di leggere il libro di Enzo Muscia intitolato “Tutto per tutto”, Roi Edizioni, pp.175, euro 19.

Muscia è un giovane imprenditore che ho avuto il piacere di intervistare nell’ambito della mia rubrica “Aziende eccellenti” e la cui testimonianza è stata pubblicata nel mio libro “Mobilis in Mobile” (pp.90-93), GMC Editore.

Prima tecnico elettronico, poi vittima di un licenziamento inaspettato e ingiustificato e successivamente imprenditore con tanto coraggio e una carica umana infinita che gli ha consentito di far rinascere l’azienda che l’aveva licenziato (acquisendola) e di assumere i suoi ex-colleghi.

La responsabilità è di chi decide, e di nessun altro. L’idea di giocarmi il passato in nome di un futuro che per ora esisteva solo nelle mie previsioni era una fonte di tormento (…) Tornai nella mia banca storica e accettai la proposta (ipotecare la casa e mettere a disposizione il resto delle proprie sostanze, ndr.). Era l’ultima settimana di novembre 2012 e mi giocavo il tutto per tutto” (Tutto per tutto, pp. 98-99).

Enzo Muscia decide di superare il confine (l’abisso?) che separa il lavoratore dipendente dall’imprenditore che rischia e scommette solo su se stesso, sulle proprie capacità/competenze, sulla propria voglia di fare e sulla propria ferma determinazione di costruirsi un futuro nuovo.

Quando si compie una simile scelta, tutto cambia e soprattutto si acquisisce la (terribile) consapevolezza di quanto sia inutile e futile cercare comode scappatoie attribuendo agli altri incombenze che sono solo nostre: “Stavo rimproverando al mondo esterno di non attuare i valori in cui credevo, ma quello non era forse un alibi per demandare ad altri la responsabilità di incarnarli personalmente? Che cosa mi mancava per provarci?” (pag.84).

Enzo ci prova e il 17 dicembre 2012 diventa proprietario e amministratore unico di A Novo Srl di Saronno (rinata dalle ceneri di Anovo Italia che la multinazionale francese Anovo Spa – ex Général Electronique – aveva deciso improvvisamente di chiudere).

Vuole accanto a sé 8 ex colleghi e con loro sfida il mondo.

Tutti insieme produttivamente, verrebbe da dire parafrasando il titolo di un film famoso.

Muscia e compagni diventano maestri nell’impareggiabile arte di arrangiarsi (Capitolo 10 di Tutto per tutto) e il neo-imprenditore scopre molto presto quale sia l’abilità più importante: “la capacità di indossare con naturalezza tanti cappelli diversi” (pag. 125).

Dall’amministrazione alla gestione del personale; dai rapporti con le banche alla definizione delle strategie operative; dalla collaborazione con il commercialista di fiducia alla ricerca dei clienti: di tutto e di più, sempre graniticamente convinto di essere pronto a tutto tranne che a rinunciare.

Come al solito, messa alle strette, la mia mente eruttò d’un tratto un’idea che cominciò a bruciare come un bengala, illuminando di nuova speranza le mie prospettive. Esasperazione: per quanto ne sappia, è il miglior additivo per la creatività” (pag. 133).

La piccola-grande squadra di A Novo Srl lotta con le unghie e con i denti, non si arrende mai, ci crede sempre e in controtendenza – “Milano era una savana in fiamme e le aziende galoppavano via come antilopi” (pag. 142) – cresce, ottiene la fiducia delle aziende, assume personale e giorno dopo giorno sposta in avanti il confine del possibile rifiutando semplicemente di considerare qualcosa, qualsiasi cosa, come impossibile.

La svolta arriva quando la multinazionale americana Verifone affida ad A Novo Srl un’importante commessa (la produzione dei POS per i pagamenti elettronici): “Questo non è un pesce grosso, ragazzi, questa è la dannatissima Moby Dick” (pag. 142), spiega Enzo Muscia ai suoi collaboratori.

Un’opportunità che non si deve assolutamente perdere, e infatti mediante “un’offerta più aggressiva di un vichingo sotto steroidi” (pag. 155) A Novo Srl vince il capitolato del bando di gara di Verifone e si aggiudica il lavoro.

Il “piccolo esercito di dipendenti infiammati da uno spirito imprenditoriale diffuso” (pag. 157) non sapendo (o fingendo di non sapere) che fosse impossibile riesce a compiere il miracolo e consegue una brillante vittoria.

Enzo Muscia sconfigge per l’ennesima volta il suo nemico interiore (vale a dire quel “persecutore instancabile” denominato il Disfa) e può finalmente consegnare la lettera di assunzione a Maria provando così un’emozione immensa: “la felicità che le lessi in volto mi commosse così tanto che quel momento sarà per sempre uno dei più preziosi e indimenticabili della mia vita” (pag. 161).

Una straordinaria “favola vera” (come direbbe Giovanni Guareschi), fatta di grande coraggio e di incrollabile volontà di successo, che ha suscitato l’interesse e l’attenzione dei media locali e nazionali, al punto tale che il prossimo 19 febbraio Rai 1 trasmetterà la fiction intitolata “Il mondo sulle spalle” con Beppe Fiorello quale protagonista principale e alter ego televisivo di Enzo MusciaUn uomo e il suo sogno che è diventato realtà.

Gli uomini non sono macchine e gli imprenditori non dovrebbero mai trattare i dipendenti come semplici erogatori di servizi. Il mio modello di imprenditoria prevede che ci si conosca oltre i ruoli, oltre le mansioni, che se uno della squadra vive un problema personale questo non venga sottovalutato solo perché non è direttamente connesso alla produzione (anche perché lo è, a lungo andare)” (punto n.8 del decalogo imprenditoriale di Enzo Muscia, pag. 174).

Nel 2018 l’autore di “Tutto per tutto” (che nel 2016 è stato nominato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella Cavaliere dell’Ordine del Merito) ha rivitalizzato un’altra azienda caduta in fallimento e ha assunto nuovo personale per (ri)portarla ai fasti del passato e magari anche più in là.

Se ci sono riuscito io, ci possono riuscire tutti”, Enzo Muscia dixit.

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