Assemblea 2019 di Assolombarda, l’intervento del presidente Carlo Bonomi
“Ci vuole discontinuità politica e basta furti di futuro ai giovani”

Davanti al presidente della Repubblica, al capo del governo e agli imprenditori di Milano e Monza-Brianza, Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ha espresso con assoluta chiarezza l’esigenza primaria degli industriali

Luciano Landoni

MILANO

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Davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al capo del governo Giuseppe Conte, e soprattutto davanti agli imprenditori di Milano e Monza-Brianza che hanno gremito il Teatro alla Scala di Milano, Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda (la maggiore Associazione territoriale di tutta la Confindustria), leggendo la propria relazione in occasione dell’Assemblea generale 2019, ha espresso con assoluta chiarezza l’esigenza primaria degli industriali.

“Non dimentichiamo – ha detto Bonomi rivolgendosi direttamente a Giuseppe Conte – quello che abbiamo visto e sentito nei 14 mesi precedenti. Non dimentichiamo che quel governo (il Conte 1, a trazione Lega e M5S, ndr) ha promesso di cancellare la povertà, invece ci ha restituito la stagnazione”.

Della serie: basta con le promesse surreali, adesso c’è bisogno di fatti concreti e di una serie di “discontinuità vere che ci attendiamo”.

La parola magica è dunque questa: discontinuità.

Ossia, cambio radicale di registro nel governo del sistema Paese azzerando una volta per tutte le “continue polemiche” contro la UE, la BCE e Banca d’Italia.

Basta con una pericolosa politica estera basata su “azioni di unilaterale favore verso Russia e Cina al di fuori del concerto NATO e UE”.

Basta con le “porte aperte a più deficit e debito nella finanza pubblica”.

Basta con il “blocco” delle opere pubbliche e con una gestione demagogica e assistenziale delle politiche del lavoro.

Basta con l’illusione di “costose misure” come “Quota100 e Reddito di Cittadinanza” che “non alzano il PIL”.

Basta con proposte tipo “finte Flat Tax, il cui vero scopo è stato sottrarre a fini elettorali fette crescenti di contribuenti anno dopo anno all’Irpef attraverso forfait”.

Carlo Bonomi, guardando fisso negli occhi il premier Conte e alzando leggermente il tono di voce ha scandito: “Chiediamo una legge di bilancio che renda evidente che la lezione è stata compresa. Non rispondeteci – ha aggiunto – con un elenco di 27 o 39 proposte diverse. Non parlateci di nuovo umanesimo e di nuovo rinascimento. L’appello che rivolgiamo a Conte è uno solo: questa volta, stupiteci!”.

Il leader di Assolombarda ha chiesto al capo del governo “3 cose essenziali” che l’esecutivo intende fare per rilanciare l’Italia che “è ferma”.

Ha chiesto, in altre parole, le “priorità vere” in grado di “riorientare un Paese che da vent’anni cresce dello 0,2% in media all’anno, che ha occupati di 15-20 punti in percentuale meno dei Paesi Nord europei e che rapina futuro ai suoi giovani, mentre fisco e welfare distorti ci condannano a una demografia – ha denunciato Carlo Bonomi – sempre più asfittica”.

Deficit e debito devono scendere, i cantieri delle opere pubbliche devono ripartire, stop all’esperimento negativo di Quota100 ed “espianto” delle politiche del lavoro dal Reddito di Cittadinanza, confluenza di tutte le risorse disponibili (compresi i 9,4 miliardi annui del bonus di 80 euro) verso “l’abbattimento strutturale del cuneo fiscale” a favore dei lavoratori.

Carlo Bonomi ha indicato chiaramente la madre di tutte le priorità: “Non servono pochi miliardi di abbattimento del cuneo fiscale, ne servono 13 o 14, non certo i 2 miliardi e qualcosa di cui leggiamo nella Nota di Aggiornamento Documento Economia e Finanza (NADEF)”.

Il Paese che lavora e produce non ne può più di “nuove tasse e balzelli” (in Italia la tassazione fiscale è già al 42%).

Perché, in Italia, continua ad essere sostanzialmente impossibile effettuare significativi “tagli di spesa”?

“Bisogna mettere mano a una vera Filiera-Futuro incentrata su lavoro, giovani, donne, tecnologia e sostenibilità”.

Il presidente di Assolombarda ha elencato tre accezioni diverse di “sostenibilità”: una “sostenibilità generazionale” (“basta furti di futuro ai giovani”), una “sostenibilità sociale” (“pagare ai giovani assunti  più del minimo contrattuale”), una “sostenibilità ambientale” (“chiudere integralmente il ciclo del trattamento dei rifiuti, industriali e urbani”).

Un’altra area di intervento di portata strategica è quella relativa al grande comparto dell’automotive: “la crisi dell’automotive – ha sostenuto il leader di Assolombarda – rischia di diventare la vera crisi industriale dell’Italia”.

I problemi sono numerosi e complessi, che fare per risolverli?

Occorre adottare il “metodo Milano”, basato sulla “leale e aperta cooperazione tra istituzioni, governi locali, impresa, lavoro, terzo settore, università, centri di ricerca, soggetti ed enti della cultura e della società civile”.

“Non si guida un Paese da un balcone o da una spiaggia”, ha ammonito Carlo Bonomi, “è l’energia dell’intero Paese e la sua decisione a migliorare ad ogni livello che deve rispecchiarsi nelle decisioni di chi lo guida”.

Il numero uno di Assolombarda ha concluso il suo intervento riprendendo il titolo dell’Assemblea generale: “L’impresa di servire l’Italia. Facciamolo. Restiamo uniti. Tutti. Insieme”.

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