Sarà distribuito un opuscolo informativo
Cibo di qualità nelle mense scolastiche. E quello che avanza sfama le famiglie bisognose

Busto è una delle prime realtà in Italia ad aver attivato il recupero e la distribuzione del “cibo cotto” da tre istituti comprensivi (Bertacchi, Bossi e Crespi), attraverso l’impegno di una rete di volontari

mense

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Grazie ad una piccola squadra di volontari, ad un abbattitore (donato dall’associazione Lions Tosi Bruno Ravera) e ad un furgoncino refrigerato, il cibo avanzato da primi piatti, secondi e contorni delle mense scolastiche non finisce più nei cassonetti ma viene recuperato e distribuito ad enti assistenziali e famiglie bisognose.

La rete avviata dal 2016 con il progetto Siticibo, in collaborazione con il Banco Alimentare funziona a pieno ritmo e Busto è una delle prime realtà in Italia ad aver attivato il recupero e la distribuzione del “cibo cotto” da tre istituti comprensivi (Bertacchi, Bossi e Crespi), una risorsa preziosa per chi non può permettersi tutti i giorni un pasto caldo. Dell’iniziativa si è parlato  in occasione della presentazione dell’opuscolo sull’educazione alimentare  realizzato dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la ditta Pellegrini (affidataria del servizio mense per le scuole dell’obbligo) che verrà distribuito nei prossimi giorni alle famiglie degli alunni.

“L’obiettivo è garantire ai ragazzi una dieta bilanciata ed equilibrata con il cibo di qualità prodotto dalla ditta Pellegrini – ha spiegato l’assessore alla cultura Paola Magugliani – in secondo luogo, abbiamo stabilito una convenzione che consente di recuperare il cibo avanzato riducendo gli sprechi”.

 

L’amministrazione comunale, per assicurare un’alimentazione sana ed adeguata agli studenti si avvale della collaborazione di un tecnologo alimentare, Marco Tosi, che sovrintende e controlla tutte le fasi del servizio ed è presente quotidianamente nelle mense scolastiche: “Ho effettuato  una sessantina di sopralluoghi e devo dire di aver trovato sempre uno standard elevato, non ho mai dato giudizi negativi – osserva Tosi – Nell’immaginario collettivo la ristorazione scolastica è un mondo ‘pericoloso’, in realtà l’attenzione alla qualità del cibo è altissima. Ma a volte la percezione dei ragazzi è diversa, perché il 70 per cento di loro lascia nel piatto pesce e uova che sono alimenti indispensabili per una dieta equilibrata. Il nostro lavoro è insistere per applicare le linee guida per una corretta alimentazione che, pur cercando di venire incontro alle esigenze degli utenti, punta verso una decisa diminuzione del consumo di carne rossa”.

Così, sposando la filosofia della sostenibilità e sull’onda di Expo, i piatti proposti nei menù scolastici cittadini provengono da agricoltura biologica (pasta, riso, legumi, latte, yogurt, frutta e verdura) e alimenti Dop (formaggi e salumi).

 

A spiegare il progetto avviato con Siticibo è il responsabile provinciale Dario Mazzucchelli: “La raccolta di cibo cotto ci ha consentito di fare un salto di qualità, il lavoro è distribuito su due turni e comporta l’impegno per almeno 6 volontari al giorno ma si arriva fino a 10/12 operatori che devono essere istruiti a svolgere correttamente tutte le fasi della conservazione e distribuzione”.

Il cibo viene portato alla temperatura prevista dalla normativa Asl attraverso l’uso dell’abbattitore che è stato posizionato in un locale delle scuole Crespi di via Maino, sede organizzativa della raccolta. Quindi viene immesso in apposite vaschette isotermiche e distribuito ogni giorno, attraverso un furgoncino refrigerato, ad una Caritas diversa e alle famiglie bisognose.

Nel 2016, a Busto, sono state recuperate dalle scuole 9.838 porzioni di cibo cotto, 3.506 chili di pane, 4.336 chili di frutta. Oltre alle mense scolastiche, la raccolta di cibo viene effettuata anche ai Terminal 1 e 2 di Malpensa, all’Ospedale di Busto e in alcune aziende del territorio.

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