IL NUOVO LIBRO DI GILBERTO SQUIZZATO
“Se il cielo adesso è vuoto”

Non un Dio o tanti dei, ma dio, scritto minuscolo. Non un dio dei cieli ma su questa terra, la terra dell’uomo laico e credente, contemporaneamente: il dio di Gesù

BUSTO ARSIZIO

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Non un Dio o tanti dei, ma dio, scritto minuscolo. Non un dio dei cieli ma su questa terra, la terra dell’uomo laico e credente, contemporaneamente: il dio di Gesù.

Gilberto ci aiuta ad affrontare e a vivere l’età della secolarizzazione post-religiosa in uno sforzo umanistico e de-religiosizzante, mettendo al centro l’universalità laica e rivoluzionaria dell’uomo che lui chiama in continuazione (e non a caso) il “carpentiere di Nazareth”, definendo una fede laica, forse nuova, forse in realtà quella degli albori evangelici.

Abbandono del teismo e del concetto di una sola Verità per un mondo terreno di molte verità, questo è il messaggio filosofico.

E’ inutile farsi domande su ciò che non si conosce e poiché oramai si conosce moltissimo, Gilberto ci invita con molto rispetto, ma incisivamente, a mettere da parte i vecchi schemi divini, arcaici e superati, se non persino estremamente pericolosi.

Nuovo cristianesimo o Gesuanesimo? Forse. Riscoperta una praxi Gesuana? Sicuramente.

Un occhio di riguardo va al nuovo papa, Francesco, come interprete anch’esso rivoluzionario.

Dalla “rivoluzione della tenerezza” di papa Francesco alla “politica della tenerezza” di Squizzato, che poi è quella di Gesù, il basso è breve, ma l’abisso sottostante è immenso. Un abisso che tutti sentiamo sotto i piedi, persi nello sgretolamento delle solidità trascendenti.

Squizzato ci presenta un improbabile Che Guevara di 2000 anni fa, un sovversivo sconfessato dal suo dio, amante degli ultimi. Non un mito, e nemmeno un superuomo, ma un più-che-uomo.

Sia che vi troviate nel buio della fede, nel più profondo ateo materialistico o nella più cieca ortodossia, non resterete indifferenti.

Centinaia di spunti per la riflessione e un grandissimo lavoro esegetico e storico. Un percorso esegetico e riflessivo che sarebbe troppo semplice da bollare come un manifesto Cristocomunitarista.

Fedeli al sovversivo sconfitto, in una nuova dimensione di fiducia esistenziale, nonostante quel male del mondo che non può ammettere l’esistenza di un Dio. L’eterna domanda del perché esista il male non trova risposta nemmeno nel concetto di libertà.

Confesso di non riuscire a liberarmi di quel pizzico di trascendenza che mi resta. Anzi, cerco di aggrapparmici come un naufrago in pieno oceano, di notte. Pur sapendo che non passeranno navi..

E se la sua proposta fosse “solo” la riscoperta di un nuovo umanesimo di lotta, di solidarietà e di amore?

Ben venga, comunque sia, ne abbiamo bisogno tutti.

Giampaolo Sablich
Movimento per Busto

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