CONTINUA LA COLLABORAZIONE CON IL LICEO CANDIANI
Cinque pannelli decorativi donati alla Pediatria

Autori delle bellissime opere sono stati undici ragazzi della classe quarta ad indirizzo grafico. La consegna ufficiale è avvenuta in reparto, alla presenza del primario Simonetta Cherubini

GIOGARA

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Cinque pannelli decorativi con paesaggi e personaggi delle favole per regalare allegria ai bimbi ricoverati nel reparto di Pediatria dell’Ospedale di Busto Arsizio. A realizzarli sono stati, ancora una volta, gli alunni del Liceo Artistico cittadino “Candiani”, istituto che da oltre dieci anni, con tanti progetti, ha contribuito, grazie al talento e alla  creatività dei suoi studenti,  a rendere più gioiose le pareti della Pediatria.

Autori delle bellissime opere sono stati undici ragazzi della classe 4 Sg indirizzo grafico coordinati dalla professoressa Carla Chiappa. La consegna ufficiale dei pannelli è avvenuta in reparto alla presenza del preside Andrea Monteduro, dell’assessore ai Servizi Sociali Miriam Arabini,  del primario di Pediatria Simonetta Cherubini  e del direttore Sitra Vittoria Frontuto.

Ad accogliere gli studenti, il direttore amministrativo dell’ospedale Marco Passaretta che ha affermato: “È una bella tradizione per questo reparto che, nonostante mille difficoltà, continua ad essere un’eccellenza e a dare una risposta importante al territorio”.

È veramente un regalo e un esempio di coesione – ha commentato l’assessore Arabini – L’obiettivo è quello di rendere l’atmosfera del reparto vivace, con decorazioni allegre che possono simbolicamente creare un momento di passaggio meno traumatico per i bimbi. È la dimostrazione di come tanti enti, anche diversi tra loro, Consiglio dei Ministri, associazioni di volontariato, Asst e scuola, possono collaborare per una bella finalità,  quella di promuovere il benessere non solo fisico, dei piccoli pazienti ricoverati”.

La dottoressa Cherubini ha ringraziato di cuore gli studenti per la collaborazione iniziata col suo predecessore, il dottor Roberto Giorgetti “che per primo capì l’importanza di curare i bambini non solo con il farmaco ma con l’allegria e la vivacità dell’arte”.

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