Civiltà

Il problema del viver civile assurge a livelli mai visti prima. E lo si nota in più fronti. E non tutti per colpa. Taluni mostrano una specie di debolezza che non lascia ben sperare (e nemmeno spaventa)

Gianluigi Marcora

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Il problema del viver civile assurge a livelli mai visti prima. E lo si nota in più fronti. E non tutti per colpa. Taluni mostrano una specie di debolezza che non lascia ben sperare (e nemmeno spaventa).

La cronaca lo dice: da quel che succede in giro, all’ineducazione dei Cittadini; a partire dalle strade sporche alle suppellettili buttate in giro. Di tutto un po’ coi boschi intasati pure da materiali nocivi (tipo eternit) ai resti di bivacchi consumati senza ritegno.

Sulle scritte sui muri o sui monumenti imbrattati potremmo stilarne un dossier. Da non trascurare la specie di “battaglia” tra “guardie e ladri” che andava di moda nei tempi antichi, ma che oggi è lì a documentare un degrado mai visto.

Quel che succede nelle stazioni ferroviarie cittadine ha dell’incredibile: biciclette seviziate e ridotte a tubolari “nudi” quasi spappolati dal resto delle sembianze. I resti si contano e fanno ludibrio alla vista. Che dire della fontana di piazza Garibaldi: una “cloaca” a cielo aperto. Nemmeno più il ritegno frena gli sporcaccioni che vi buttano di tutto….estate o inverno, con scherno a chi ottempera a una semplice domanda “che stai facendo?” a cui si sente rispondere …..che cazzo te ne frega?

Beh, ho perso le staffe di fronte a simile risposta. Ho risposto seccato e piccato “si che me ne frega, la città è anche mia” e quasi le buscavo se non fosse per due amici che mi hanno portato via. Ho pensato un attimo a cosa sarebbe successo se mia madre fosse venuta a conoscenza di me bambino o ragazzo a buttare cartacce (e mi fermo qui) dentro la fontana. Come minimo, mi sarebbe arrivato uno scapaccione senza preavviso. Cioè, mamma mi avrebbe detto “ma allora t’ho insegnato proprio nulla“….poi sarebbe seguita una ramanzina con sanzione e con certezza della pena ….che non sto qui a quantificare.

E per la frase scurrile che il ragazzo ha rivolto a me? …..se l’avessi detta io a uno oltre i 70 anni?

La “certezza della pena” avrebbe avuto risvolti ben più aspri ….sculacciate, tirate di capelli, poi giusta proibizione di uscire da casa (per i giochi) quantomeno per tre o quattro pomeriggi. Figurati il resto. Il “lavaggio del cervello” era improntato sull’educazione, su come mi avrebbe giudicato il mondo, sulla coscienza che avrebbe dovuto intervenire prima che agissi per farmi ragionare e non dopo, quando certi gesti inconsulti si sono manifestati.

Il risultato è che in centro non si fa a tempo a pulire certe scritte schizofreniche che ne appaiono di nuove; che è impossibile passeggiare sotto i pochi portici per la puzza di fumo (ma pure di qualcosa che somiglia a resti degli spinelli); che se non stai attento pesti resti (sic) di tutto, buttati senza “consultare” i cestini portarifiuti.

Non parliamo poi degli angoli di città scelti dagli sfaccendati: via Miani, per esempio, ma pure lungo via Daniele Crespi o piazza Europa. D’accordo lo svago, ma sarebbe bene attuarlo in orari …. giudiziosi, magari dopo i compiti e prima di cena oppure anche dopo cena, ma fino a una certa ora; non certo alle due o alle tre di notte….. come si fa a lasciare in giro i “pargoli” sino quasi all’alba?

Non stiamo parlando di week-end dove quasi tutto è tollerato (sino a un certo punto), ma ci riferiamo alle giornate normali, dove un tempo, il “coprifuoco” terminava a mezzanotte e oltre a una certa ora (dicevano) razzolavano solo i delinquenti e le Guardie Giurate a vigilare.

Vorrei una Busto Arsizio maggiormente pulita e tutelata, con l’aiuto di tutti: familiari soprattutto a coadiuvare il lavoro di prevenzione delle Forze dell’Ordine.

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