IL SINDACATO ADL NON SI FERMA
“Class action inutile? Lo deciderà il giudice”

La “battaglia per gli arretrati” prosegue. Le parole dell’assessore Chiesa non convincono Sartorato: “Rivendichiamo i nostri diritti”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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L’intervento dell’assessore al Personale Alessandro Chiesa – che ha definito “priva di fondamento” la messa in mora nei confronti dell’amministrazione comunale – non scoraggia Adl, che sta portando avanti la class action con cui si richiedono gli arretrati legati a quanto previsto dalla legge Brunetta.
“Noi contestiamo la mancata applicazione di una legge – insiste il sindacalista Fausto Sartorato –. L’accordo siglato con Cgil, Cisl e Uil in cambio di una mancetta non c’entra. Qui parliamo di fondi attesi dal 2010. Secondo i nostri calcoli, da quella data mancano all’appello 85 euro al mese, quindi circa 3 milioni 800 mila euro da dividere tra i 420 dipendenti comunali”.

Sono già un centinaio i lavoratori di Palazzo Gilardoni che hanno aderito. “Fare ricorso non significa ovviamente avere la certezza di ottenere i soldi – precisa Sartorato –. Ma se non si fa nulla, difficilmente qualcuno riconoscerà ai dipendenti i propri diritti. Il nostro legale ci ha detto chiaramente che una norma di legge non è stata rispettata e la messa in mora è un atto dovuto. L’assessore dice che è inutile? Bene, sarà un giudice a stabilire come stanno le cose, noi di certo non ci fermiamo”.

Anche perché, ricorda l’esponente di Adl, “durante la nota vicenda della Corte dei Conti, quando furono i dipendenti a essere messi in mora dal Comune, l’intervento di un esperto da noi interpellato dimostrò che le cifre richieste erano ben più alte di quelle dovute, circa il triplo. E i dipendenti che pagarono subito, senza attendere le opportune verifiche, rimasero scottati. Pertanto, io mi fido solo delle valutazioni dei nostri legali”.

“Io stesso – ammette Sartorato – inizialmente ero titubante, al pari di altre organizzazioni sindacali. Ma, carte alla mano, ritengo che siamo nel giusto. All’assemblea del 16 febbraio spiegheremo ai dipendenti la situazione e chi vorrà potrà seguirci”.

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