“Il clima di criminalizzazione delle imprese non serve a niente e blocca lo sviluppo”

Appello/denuncia dei presidenti delle Confindustrie Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte

Luciano Landoni

milano

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Il cosiddetto “Partito del PIL” (copyright Dario Di Vico) insorge ed esprime tutta la sua preoccupazione e la sua contrarietà in merito al decreto legge fiscale, collegato alla manovra di bilancio ad opera del governo giallorosso in carica. Marco Bonometti, Enrico Carraro, Pietro Ferrari e Fabio Ravanelli, rispettivamente presidenti delle Confindustrie Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, vale a dire il cuore e la mente dell’intero sistema industriale italiano, bocciano senza se e senza ma la politica economica dell’esecutivo.

“Come richiamato dal Presidente della Repubblica, sono per noi punti irrinunciabili il contrasto all’evasione fiscale e la salvaguardia delle imprese sane che tutti i giorni si confrontano sui mercati nel rispetto delle norme. Le misure del decreto – sottolinea il comunicato stampa a firma di Bonometti, Carraro, Ferrari e Ravanelli –  rischiano di mettere fortemente a repentaglio l’esercizio dell’attività di impresa, generano forte incertezza nell’attività d’azienda sotto il profilo giuridico e allontanano qualsiasi nuovo investimento nel Paese”.

Insomma, c’è il pericolo reale di una deindustrializzazione del Paese provocata da un diffuso spirito anti-impresa.

Gli imprenditori sono molto preoccupati. “L’introduzione dell’ipotesi di confisca allargata, strumento pensato per combattere la criminalità organizzata, applicabile anche nel caso di un ordinario controllo fiscale, porterebbe, senza alcuna sentenza neppure di primo grado, al blocco dei conti correnti aziendali – denunciano i leader confindustriali di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte –  e dunque al blocco sine die delle attività ordinarie delle imprese, dal pagamento degli stipendi ai fornitori”.

Una vera e propria cultura anti-industriale che sembra porre sempre e comunque imprese e imprenditori sul banco degli imputati, considerandoli colpevoli a prescindere.

“Nei principali provvedimenti approvati dall’inizio della legislatura (dal decreto dignità alle norme sulle crisi d’impresa e alle ultime leggi finanziarie, sino al decreto fiscale in discussione in questi giorni) emerge un approccio che alimenta le divisioni tra componenti della società civile, come se tra cittadini ed imprese vi fosse una separazione ideologica nei comportamenti e nei valori. Il clima di criminalizzazione delle imprese, come sottolineato più volte dal Presidente di Confindustria Boccia, non è utile – precisa il comunicato stampa – al contrasto dell’evasione e rischia solo di avere effetti negativi sulle attività economiche e sul lavoro”.

In pratica, è come se si ponessero le premesse per un vero e proprio blocco delle attività manifatturiere. “Infatti, se si collega questa ipotesi legislativa con l’entrata in vigore al 1° gennaio 2020 delle nuove norme già approvate sulla prescrizione, emerge il rischio – commentano i quattro presidenti –  che le attività produttive restino sospese per tempi lunghissimi, a causa dei ben noti tempi della giustizia, con danni irreparabili anche nei casi in cui venga accertata la non colpevolezza. Da questo quadro complessivo emerge un approccio anti impresa, fondato sulla presunzione di colpevolezza – rincarano la dose Bonometti, Carraro, Ferrari e Ravanelli – e con un anticipo delle misure sanzionatorie che appaiono in evidente contrasto con la presunzione di innocenza, con i tempi ragionevoli del processo e con la libertà di impresa”.

“Siamo convinti che la crescita economica, la piena occupazione, il benessere delle persone e il sistema di welfare siano valori comuni e centrali per una società moderna di un Paese industriale fondatore dell’Unione europea. Abbiamo bisogno – conclude il comunicato stampa congiunto – di una vera unità di intenti tra mondo dell’impresa, mondo del lavoro e Istituzioni per perseguire insieme l’idea di un Paese migliore, sostenibile e più giusto”.

Copyright @2019

DALLE RUBRICHE