LA PREOCCUPAZIONE DEL QUARTIERE
Il comitato di Borsano ora teme l’elettrosmog

Una società vuole provare antenne in un’area del rione e Adriano Landoni chiede verifiche preventive con Arpa

busto arsizio

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Il comitato ecologico di Borsano lancia l’allarme elettrosmog. Dopo anni di battaglie contro l’inceneritore, ora a preoccupare il gruppo guidato da Adriano Landoni è l’inquinamento acustico.
“Apprendiamo dall’albo pretorio che lo scorso 5 settembre la giunta ha approvato le modalità e i criteri per verificare, con indagine ricognitiva tramite avviso pubblico, l’interesse alla locazione temporanea di area comunale in Borsano la proposta della società I TECH di poter disporre di un’area esterna ai centri edificati, di ampiezza tale da consentirle di montare tralicci provvisori per effettuare prove tecniche di verifica su pannelli ricetrasmissivi (foto d’archivio)”.

La zona individuata come idonea è quella dei “vasconi” di Borsano. “Il Comune propone 5100 mq in cambio di una pulizia ed eliminazione di erbe infestanti nella zona in appalto e nel vicinato dove non occorrono mezzi professionali con un canone di 3045 minimo come offerta – prosegue Landoni –. A noi subito è apparso come l’inquinamento perfetto della zona di Borsano. Oltre al vecchio inquinante inceneritore Accam, oltre ai vasconi, oltre al trattamento dell’umido al confine con Legnano, a Borsano mancava solo l’inquinamento da elettrosmog, con il Comune che indica solo vincoli economici e pulizia”.

La società ha fatto sapere che non vi sono pericoli per la salute. Ma secondo il comitato, l’indicazione che  le antenne potrebbero portare elettrosmog “è implicita nella richiesta di una zona non abitata per fare delle prove: vuol dire portare il livello al minimo o al massimo delle onde. Per questo abbiamo interpellato la vicesindaco Isabella Tovaglieri, con la quale abbiamo concordato che prima di tutto la ditta deve presentare le modalità di prova approvate da Arpa. Nonostante questo, la dirigente del settore Patrimonio mi ha avvisato di voler mandare avanti la gara ed è arrivata la concessione per tre anni alla ditta I TECH SRL”.

Landoni protesta perché “gli accordi presi da noi con la vicesindaco non sono stati rispettati. Chiediamo pertanto al sindaco e alla sua vice che, prima di iniziare i lavori, Arpa certifichi che non ci sia elettrosmog. Noi mettiamo sempre la salute al primo posto e pensiamo che quella zona sia già stata inquinata. Al massimo dovrebbero essere ripiantati i pini che purificano l’aria, altro che antenne”.

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