Class action portata avanti dal sindacato ADL
“Il Comune di Busto è inadempiente”

“Il Comune di Busto è stato messo in mora perché inadempiente verso i suoi dipendenti”. A dirlo e scriverlo è il sindacato ADL (Associazione Difesa Lavoratrici e Lavoratori) Varese nella nota che riceviamo e pubblichiamo . Alla class action hanno aderito 100 lavoratori

Busto Arsizio

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“Il Comune di Busto è stato messo in mora perché inadempiente verso i suoi dipendenti”. A dirlo e scriverlo è il sindacato ADL (Associazione Difesa Lavoratrici e Lavoratori) Varese nella nota che riceviamo e pubblichiamo integralmente di seguito.

“In questi giorni mentre il ministro Madia sta promettendo, in conseguenza al rinnovo del contratto degli Statali, il prossimo arrivo degli arretrati tra 370 e 712 euro, il Comune di Busto è stato messo in mora perché inadempiente verso i suoi dipendenti, con il sindacato ADL in testa. La somma rivendicata si aggira intorno a 3 milioni 780 mila Euro, circa 9.000 Euro pro capite.

L’ente, immaginiamo al pari di tutti gli altri, sia statali che locali, non ha onorato una norma di legge, la vituperata legge Brunetta (art. 47 bis decreto legislativo 165/2001).

Infatti, in data 27 ottobre 2009 entrava in vigore il Decreto Legislativo n. 150/2009 “cosiddetta legge Brunetta” che all’articolo 59 comma 2, introduceva l’articolo 47 bis che al comma 2 sancisce: “In ogni caso a decorrere dal mese di aprile dell’anno successivo alla scadenza del contratto collettivo nazionale di lavoro, qualora lo stesso non sia ancora stato rinnovato e non sia stata disposta l’erogazione di cui al comma 1, è riconosciuta ai dipendenti dei rispettivi comparti di contrattazione, nella misura e con le modalità stabilite dai contratti nazionali, e comunque entro i limiti previsti dalla legge finanziaria in sede di definizione delle risorse contrattuali, una copertura economica che costituisce un’anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti all’atto del rinnovo contrattuale”.

Con decorrenza 2010, ai lavoratori del Pubblico Impiego non veniva riconosciuto alcun anticipo ma soltanto una mancetta di 13 Euro.

L’inadempienza circa l’omessa elargizione dell’anticipazione ha peraltro già causato e sta tuttora causando ingenti danni a 3.200.000 dipendenti pubblici.

Gli enti avrebbero dovuto adeguare gli stipendi a norma di legge soprattutto dopo la Sentenza della Corte Costituzionale (n. 178/2015) che ha ribadito l’illegittimità del mancato adeguamento dei salari del Pubblico Impiego.

Due Associazioni di Categoria della Polizia Locale hanno dato mandato all’Avvocato Benelli con studio a Milano per attivare una class action da estendere a tutti i lavoratori del Pubblico Impiego d’Italia. Dal Comune di Busto Arsizio, 100 lavoratori hanno già aderito e formalizzato il mandato al Sindacato ADL. Si attende un’ampia partecipazione dei lavoratori che da 8 anni aspettano il rinnovo del Contratto.

Il legale ha rivendicato un equo indennizzo (commisurato alla perdita di potere d’acquisto dello stipendio per gli anni 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015, 2016, sino al 31 dicembre 2017, non inferiore a 85 Euro mensili, per ciascun anno, per un totale pari a 8.840 Euro), nonché di una somma a titolo di risarcimento, per ciascun mese di ritardo, a decorrere dal 1° aprile 2010 e fino all’effettivo rinnovo del Contratto collettivo”.

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