PROGETTO DI CONFARTIGIANATO
Il Comune a fianco delle imprese. Dal tessile al biologico: crescono le start-up

Il sindaco Antonelli e l’assessore Maffioli hanno visitato due interessanti realtà bustocche: Vivinbio e Creazioni Tessili. Una si dedica alla salute, l’altra produce borse di spugna per i grandi marchi della moda

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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L’amministrazione comunale continua a dimostrarsi attenta alle esigenze delle imprese del territorio. Lo dimostra l’adesione a ImpresAperta, progetto promosso da Confartigianato Varese per avvicinare e mettere in comunicazione enti pubblici e nuova imprenditorialità locale. Dopo una prima fase di confronto avviata con l’ex presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo (che ha portato a un progetto di legge per l’incremento del netto in busta a favore dei lavoratori dell’alto Varesotto), ora tocca al Comune di Busto ascoltare e confrontarsi con le realtà locali, facendo da apripista per tutte le amministrazioni del territorio.

La prima tappa dell’iniziativa – che interesserà da settembre le imprese storiche e l’area industriale di Sacconago – ha coinvolto le start-up. In particolare, giovedì mattina il presidente di Confartigianato Varese Davide Galli, il delegato per l’area di Busto della giunta dell’associazione Giacomo Ciriacono, il sindaco Emanuele Antonelli e l’assessore al Commercio Manuela Maffioli hanno visitato le aziende Creazioni Tessili Smc e Vivinbio.

La prima, seguendo la grande tradizione tessile bustocca, realizza prodotti come borse (di spugna per la spiaggia ma anche in ecopelle per portare con sé il proprio cane), cestini portapane, ciabatte, grembiuli di grande qualità. Tanto che, in particolare per quanto riguarda le borse di spugna, alcuni tra i più prestigiosi nomi mondiali della moda si affidano alle mani di Silvia Raimondi e Corrado Caldiroli. Sono loro, marito e moglie già esperti del settore e unici lavoratori della nuova azienda, ad aver dato vita a questa attività all’età di cinquant’anni. “Dopo le difficoltà legate alla crisi, ci siamo lanciati in questo progetto – racconta Caldiroli –. Io quasi non ci credevo più, mia moglie invece ha insistito e, anche se all’inizio è stata molto dura, oggi siamo gli unici terzisti per un’azienda di Olgiate Olona con cui collaboriamo nella creazione di modelli per grandi marchi della moda”. I due imprenditori si sono spostati da Gorla Minore a Busto (in uno stabilimento di 100 metri quadri complessivi che ora comincia a stare stretto), “perché qui c’è tutto . Siamo in una posizione centrale rispetto al mondo, vicini anche a Confartigianato che ci ha molto aiutato”.

E a Busto, in via Cavallotti, si trova anche Vivinbio. Anche in questo caso si tratta di una realtà creata da marito e moglie: Catia Stefanin, biologa nutrizionista, e Marco Ruggeri, geometra, con la collaborazione di Matteo Bellini hanno dato vita a una realtà basata su salute e benessere. “Ci occupiamo di far star bene le persone a 360 gradi”, spiega Ruggeri. Non solo cibo, dunque, ma anche prodotti per la casa, tecniche di costruzione e ristrutturazione delle abitazioni. La loro richiesta rivolta all’amministrazione comunale è di ricevere spazi e collaborazione per l’organizzazione di convegni ed eventi dedicati al biologiche e al naturale.

Porte aperte da parte del sindaco: “Queste due realtà hanno fatto tutto da sole, non hanno ancora usufruito del nostro aiuto. Ci stiamo impegnando molto, perché sappiamo di dover fare qualcosa anche per quelle persone che a 50 anni perdono il lavoro. Stiamo preparando un manifesto per le imprese, cercando innanzitutto di eliminare gli ostacoli. Io stesso impazzisco per la burocrazia. Sto cercando di portare un po’ di ‘privato’ nell’ambito pubblico, dove i tempi sono inevitabilmente più lunghi, ma siamo già riusciti a ridurli”.
L’assessore Maffioli ricorda che “allo sportello Suap gli imprenditori possono trovare personale adeguatamente formato. Attraverso il rapporto con le associazioni di categoria cerchiamo di non perdere mai il polso della situazione e di conoscere davvero le realtà imprenditoriali”.

In questo contesto si colloca il progetto ImpresAperta di Confartigianato: “Queste due realtà dimostrano che il concetto di start-up non è necessariamente legato al digitale – sottolinea il presidente Galli –. Si può partire anche da attività tradizionali riviste. Le tante piccole imprese del territorio offrono opportunità e a Busto trovano humus fertile. Ci sono settori che non richiedono grandi dimensioni, ma competenze e professionalità”.

A settembre il focus si sposterà sulle aziende storiche insediate in città da almeno 40 anni e, infine, su quelle presenti nella zona industriale di Sacconago. Da parte sua, il primo cittadino ha invitato anche gli imprenditori all’appuntamento in programma il 18 gennaio al teatro Sociale in cui verrà illustrato quanto fatto dalla giunta nella prima metà del mandato e gli obiettivi in cantiere per il “secondo tempo” dell’amministrazione Antonelli.

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