VILLAGGIO SOS MOROSOLO
Concorso Unicef per i diritti dei bambini, vincono gli alunni dell’Ipc Verri

La premiazione è avvenuta a Villa Panza. Il concorso aveva come tema l’articolo 12 della Convenzione per l’infanzia e l’adolescenza.

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Centinaia di studenti delle scuole primarie, secondarie e superiori hanno partecipato al concorso “Esprimi i tuoi diritti”, promosso dal Villaggio Sos di Morosolo e Unicef. Le premiazioni sono avvenute a Villa Panza di Biumo Superiore. Quest’anno il concorso aveva come tema l’articolo 12 della Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che sancisce:  “Ogni bambino ha il diritto di esprimere liberamente il proprio parere ogni volta che si rendono decisioni che lo riguardano… E il suo parere va preso nella debita considerazione”.

 

Dalle elementari alle superiori, bambini e ragazzi hanno risposto esprimendo i loro bisogni  e i loro desideri  ma anche mettendo in luce un forte disagio per la mancanza di ascolto che riscontrano nella realtà che li circonda. Lo hanno fatto con centinaia di disegni, con manufatti, testi e video. Di questi ultimi, alcuni sono stati postati sulla pagina Facebook del Villaggio SOS di Morosolo e premiati anche in base ai “mi piace” e al numero di visualizzazioni che hanno ricevuto.

A vincere il concorso tra le scuole superiori sono stati gli alunni della 1U  dell’istituto professionale Pietro Verri di Busto  Arsizio ad indirizzo socio-sanitario. La classe 1U (coordinata dalle professoresse Silvia Piroddi  e Barbara Montoneri) ha partecipato insieme alla 2T dello stesso istituto che si è classificata al secondo posto (coordinata dai professori Piroddi e Michele Basile).

In rappresentanza dell’amministrazione era presente il consigliere comunale di Busto Grande Matteo Tosi: “Mi piace sottolineare, come ho fatto anche in occasione dello spettacolo portato in scena al teatro Sociale dai carcerati, che a volte è importante fingere, la fiction, per far emergere le nostre opinioni, il nostro vero pensiero”. E aggiunge: “Ai bambini ho detto che hanno il diritto di esprimersi, ma anche il dovere di ascoltare, almeno tra coetanei, evitando sfottò eccessivi o forme di bullismo”.

Ѐ sicuramente nel video che i ragazzi sono riusciti ad esprimere con più intensità le loro emozioni e il dolore di non essere ascoltati. La sensazione di non contare nulla ed il timore di essere derisi o addirittura rifiutati. Sentimenti intimi e sofferti espressi di fronte ad un diritto, quello di una reale considerazione da parte degli adulti, sancito per legge. Un diritto che la maggior parte di loro neppure pensava di avere. Da questa scoperta, per certi versi “sovversiva”, ancor più che una denuncia per gli ascolti mancati, emerge una forte e sentita richiesta di attenzione e il bisogno di contare di più. “Perché – come conclude il video che ha vinto il primo premio sia della giuria sia nella categoria Facebook – un diritto calpestato è un sentimento ferito”.

Tutte le risposte  che emergono dai lavori degli studenti saranno poi decodificate da un’equipe della facoltà di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca e i risultati andranno a costituire le basi dell’Osservatorio provinciale sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.

 

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