Storie di open innovation alla LIUC-Università Cattaneo
Confrontarsi con il mondo per crescere di più e meglio

Intensificare e valorizzare i rapporti con l’ambiente esterno da cui attingere idee innovative per sviluppare al meglio la crescita al proprio interno

CASTELLANZA

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Intensificare e valorizzare i rapporti con l’ambiente esterno da cui attingere idee innovative per sviluppare al meglio la crescita al proprio interno.

E’ così che in estrema sintesi si può definire l’open innovation: un paradigma di strategia operativa che è stato al centro dell’incontro svoltosi alla LIUC-Università Cattaneo, e organizzato dall’Associazione dei laureati “LIUC Alumni” (rappresentata da Marinella Latteri e Luca Cremona, rispettivamente presidente e vice presidente), a cui hanno preso parte fra gli altri Paolo Barbatelli (chief innovation officer e componente del board di ROLD), Luca Ferraris (head of strategy, innovation e communication di ITALTEL) ed Elisa Fagotto (head of open innovation di Openjobmetis Spa).

Il dibattito/confronto fra i tre protagonisti di altrettante storie di “innovazione digitale” è stato coordinato da Fabio Tesei,  presidente di Thymos Business &Consulting e consigliere di Reseau Entreprendre Lombardia.

Sul tema cardine dell’incontro, “Oper innovation: sfide, scenari, opportunità”, ha parlato Alberto Fioravanti, presidente e fondatore di Digital Magics Spa (il più grande incubatore di progetti digitali presente in Italia).

Il problema, con riferimento specifico al nostro sistema Paese, è che soltanto il 28% delle aziende ha adottato in modo strutturato strategie di “open innovation” mediante le quali “progredire nelle loro competenze tecnologiche” (copyright l’economista Henry Chesbrough).

Da un lato, quindi, c’è la necessità di attingere a nuove conoscenze e competenze e dall’altro occorre trasformare rapidamente i piani di aggressione/conquista dei mercati in azioni.

Nell’epoca del turbo-capitalismo nessuno aspetta nessuno e tutti devono cercare di fare … ieri quello che è necessario per rimanere competitivi oggi e soprattutto domani.

“Con questo incontro – ha detto Luca Cremona – proseguiamo in un percorso che coinvolge i nostri associati in occasione di crescita e confronto. La cosa importante – ha aggiunto – è cogliere le opportunità di fare networking per rinsaldare le relazioni professionali e personali che sono alla base del nostro sodalizio”.

L’incontro si è concluso con gli interventi di Filippo Rocca (ceo e fondatore di Bandyer), Alberto Brianza, Alessandro Roveda, Carlo Gravina (di Shakejob) e di Fabio Di Gioia (ceo e fondatore di Foodscovery).

Vale la pena sottolineare che Alberto Brianza, Alessandro Roveda e Carlo Gravina sono tre studenti del corso di laurea in Ingegneria Gestionale che hanno ideato Shakejob: app di Openjobmetis che nasce dal bisogno di flessibilità tipico del settore della ristorazione combinato con la necessità di impiegare personale selezionato e dare un supporto concreto in un mondo del lavoro in continua evoluzione.

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