La formazione del futuro in LIUC-Università Cattaneo
Conoscenze e competenze 4.0

Adesso che il piano c’è, occorre fare i pianisti!
Un banale gioco di parole per sottolineare come a fronte di una dotazione organizzativo-tecnologica d’avanguardia ci sia bisogno di un “patrimonio umano” all’altezza della situazione...

CASTELLANZA

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Adesso che il piano c’è, occorre fare i pianisti!

Un banale gioco di parole per sottolineare come a fronte di una dotazione organizzativo-tecnologica d’avanguardia (il Piano Industria 4.0, con conseguenti agevolazioni finanziarie) ci sia bisogno di un “patrimonio umano” all’altezza della situazione.

Il rischio, altrimenti, è quello di non sfruttare fino in fondo le considerevoli potenzialità insite nella digitalizzazione economica a causa di una carenza oggettiva dal punto di vista della preparazione professionale.

Rischio tutt’altro che remoto, vista la condizione complessiva del sistema Italia.

In relazione alle competenze della forza lavoro, infatti, solo il 29% degli occupati italiani può contare su un bagaglio di conoscenze-competenze digitali degne di questo nome, contro il 37% europeo medio.

La formazione lavorativa, sempre in Italia, è meno della metà della Francia, quasi un quarto di quella svedese.

Sul totale della popolazione siamo terzultimi in Europa, davanti a Bulgaria e Romania.

In conclusione, le tecnologie del futuro sono entrate nelle fabbriche ma ora è di importanza cruciale che chi lavora nelle fabbriche stesse (ricoprendo ruoli di responsabilità in progettazione, pianificazione, produzione, qualità, logistica, miglioramento continuo e manutenzione) abbia le competenze necessarie per far rendere al meglio queste tecnologie.

Solo così le grandi potenzialità di sviluppo racchiuse nella 4° Rivoluzione Industriale potranno prendere forma e sostanza.

E’ precisamente a questo che mira il nuovo piano nazionale Impresa 4.0 che, oltre ai vantaggi dell’iper e del super ammortamento, punta a incentivare la formazione delle persone sui temi dell’Industry 4.0 e sui suoi prerequisiti come, per esempio, il lean manufacturing.

Alla LIUC-Università Cattaneo (divisione Executive Program Business School) ne sono perfettamente consapevoli.

La didattica esperienziale in i-FAB – sottolinea Tommaso Rossi, direttore dell’Executive Program – è senz’altro un valore aggiunto. A differenza di tanti corsi nei quali “si sentono cose”, nel nostro Executive Program le “cose si fanno”, i principi lean e gli strumenti Industry 4.0 vengono implementati e usati all’interno di una fabbrica simulata dove è possibile provare e, soprattutto, sbagliare. La valenza della formazione esperienziale è confermata dai risultati della prima edizione del L’eandustry 4.0 che, ancora in corso, vede la partecipazione sia di persone provenienti da grandi imprese come, per esempio, Brembo, Kone e Zeiss, sia di persone provenienti da piccole e medie industrie come Eurojersey, Repossi e Sistemi Quemme”.

E’ in questo scenario che s’inserisce la seconda edizione dell’Executive Program di LIUC Business School “L’eandustry 4.0” pensato per “trasferire ai partecipanti – dice Tommaso Rossi –  un corpo di conoscenze che consenta loro di progettare e gestire fabbriche snelle e intelligenti”.

Con un calendario suddiviso in 4 moduli (Lean manufacturing, Industry 4.0, Gestione del cambiamento, Project work) per 15 giornate (da settembre 2018 a maggio 2019), l’Executive Program L’eandustry 4.0 propone ai partecipanti un percorso di formazione innovativo ed esperienziale all’interno dell’i- FAB della LIUC: un esempio concreto di fabbrica intelligente, sviluppato dai ricercatori LIUC, in collaborazione con Bosch-Rexroth, Bossard, Comau, Harting, Grassi, Omron – Adept, Rivetta Sistemi e Tema, in cui è possibile “vedere e provare il futuro”.

In i-FAB, gli strumenti del paradigma Industry 4.0 sono applicati su una fabbrica modello che assembla calciobalilla e che è organizzata secondo logiche lean.

“La finalità è dimostrare – dicono in LIUC -, da un lato, che il lean è un prerequisito fondamentale per introdurre il paradigma Industry 4.0 e, dall’altro, quali vantaggi le tecnologie digitali possono portare nella gestione delle operations”.

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