LA MOZIONE DEL PD
Consiglieri Dem contro il Decreto Salvini: “Svilupperà illegalità e clandestinità”

I consiglieri comunali del Partito Democratico di Busto si schierano apertamente contro il Decreto Sicurezza, nei fatti il primo provvedimento del Governo “gialloverde” che porta il marchio del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, e presentano una mozione al sindaco Antonelli e alla pubblica assise cittadina chiedendo di unirsi alle critiche avanzate dall’Anci

BUSTO ARSIZIO

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I consiglieri comunali del Partito Democratico di Busto si schierano apertamente contro il Decreto Sicurezza, nei fatti il primo provvedimento del Governo “gialloverde” che porta il marchio del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, e presentano una mozione al sindaco Antonelli e alla pubblica assise cittadina chiedendo di unirsi alle critiche avanzate dall’Anci.

“In provincia di Varese – evidenziano i consiglieri Cinzia Berutti, Massimo Brugnone, Valerio Mariani e Valentina Verga – l’esperienza degli Sprar e le iniziative messe in campo dalle amministrazioni al fine di favorire il processo di integrazione e gestione costruttiva del fenomeno immigrazione hanno rappresentato e rappresentano un modello di eccellenza grazie alle capacità delle organizzazioni e delle associazioni che le hanno portate avanti in collaborazione con tutte le istituzioni. Il Decreto Sicurezza – proseguono i consiglieri Dem – trasforma e ridimensiona gli Sprar, prevedendo l’accoglienza solamente per i titolari di protezione internazionale e per i minori non accompagnati, escludendo invece i richiedenti asilo”. L’elenco delle criticità e delle conseguenze negative per il Comune e per le casse comunali è lungo quanto altrettanto incalzante.

“Il decreto estende il periodo massimo di trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il rimpatrio, destinati alla sola esigenza della prima identificazione, da 90 a 180 giorni e che, oltre detto periodo, a fronte dell’oggettiva difficoltà di effettuare rimpatri volontari e dell’assenza di accordi con i paesi di origine, i richiedenti rimarrebbero in Italia senza avere diritti con proliferazione di marginalità estreme, disoccupazione e illegalità. Inoltre, Anci ha stimato in 280 milioni di euro i costi amministrativi conseguenza diretta del decreto sicurezza che ricadranno su Servizi Sociali e Sanitari territoriali e dei Comuni, per l’assistenza a soggetti vulnerabili, oggi a carico del sistema nazionale”.

Da qui la richiesta al consiglio comunale cittadino di “esprimere contrarietà, associandosi alle posizioni critiche di Anci, al decreto sicurezza per il suo mancato rispetto dei principi della Costituzione e dei diritti della persona, e per la confusione e l’illegalità che deriverà dallo smantellamento di un sistema di accoglienza strutturata. Il decreto, oltre ad essere ingiusto, avrà, infatti, come esito l’effetto opposto rispetto a quello dichiarato, poiché aumenterà la clandestinità di persone che non avranno più un’accoglienza adeguata e, di conseguenza, si acuiranno le tensioni sociali”. In conclusione di mozione, i consiglieri Dem chiedono alla pubblica assise cittadina di esprimere il proprio orientamento “affinché il sindaco e la giunta ravvisino l’opportunità di analizzare con maggiore dettaglio l’impatto negativo del decreto e di richiedere al Governo di istituire un tavolo di concertazione con Anci al fine di valutare la modifica della normativa in essere, tenuto conto delle ricadute concrete sulle realtà locali, in termini economici, sociali e rispetto alla sicurezza dei territori e, nelle more, chiedere al Ministro dell’Interno e al Governo di sospendere gli effetti dell’applicazione del decreto”.

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