TRATTATIVE TRA GRUPPI CONSILIARI IN CHIAVE RIMPASTO
Prima il “nuovo” Consiglio comunale, poi la nuova giunta

La Lega fa valere il proprio peso, Forza Italia prova a resistere. Intanto Busto Grande si “affianca” a Lombardia Ideale: potrebbe nascere un nuovo gruppo

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Sono giorni febbrili per il rimpasto di giunta. Le dimissioni dell’assessore ai Servizi sociali Miriam Arabini hanno costretto il sindaco Emanuele Antonelli ad accelerare le manovre già previste per via dell’uscita del vicesindaco Isabella Tovaglieri, eletta al Parlamento europeo, e dell’inchiesta Mensa dei poveri che ha pesantemente “debilitato” Forza Italia.

Lunedì sera si è tenuto un vertice tra le forze di maggioranza per cercare di trovare una quadra che, però, tarda ad arrivare. Questo perché, oltre alle richieste di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Antonelli e Busto Grande relative alla giunta, in questi giorni si sta delineando il nuovo assetto del consiglio comunale. Che, ovviamente, potrebbe avere delle dirette ripercussioni sulla composizione dell’esecutivo.

Manovre che non interessano direttamente la Lega che, forte del gruppo consiliare più numeroso e spinta dall’esito trionfale delle elezioni europee, aspira a mettere un tassello in più in giunta (dove attualmente conta tre assessori) oltre alla sostituzione di Tovaglieri. A farne le spese sarebbe con ogni probabilità Forza Italia, che però vorrebbe mantenere due assessori, avendo già “perso” Arabini.

Grande movimenti per quanto riguarda almeno uno degli altri due posti a disposizione (uno dei quali è attualmente occupato da Paola Magugliani, espressione della lista legata al sindaco).
In particolare, è molto attiva Busto Grande, lista che appoggiò Antonelli in campagna elettorale per poi passare all’opposizione, che nelle prossime ore affiancherà al proprio nome quello di Lombardia Ideale, realtà vicina al governatore Attilio Fontana.

Sicuramente il nuovo nome approderà in assise grazie al consigliere comunale di Busto Grande Paolo Efrem. Resta da capire, però, se insieme a lui convergeranno in un unico gruppo gli ex forzisti Alberto Armiraglio e Donatella Fraschini. In questo caso, l’assessorato sarebbe quasi “automatico” e il nome che circola da tempo è quello di Matteo Sabba.

Il quadro sarebbe diverso se questo gruppo più ampio non vedesse la luce e Fraschini decidesse di rimanere dove si trova ora, ossia in quella lista Antonelli in cui ha di recente fatto ritorno Roberto Ghidotti, dopo una parentesi in Forza Italia, e che ha per capogruppo Paolo Genoni (e chissà che non possa allargarsi ulteriormente). Nei giorni scorsi, invece, era saltata la nascita di una formazione composta proprio da da Fraschini, Armiraglio, Genoni e Ghidotti che sembrava cosa fatta.

Senza dimenticare che anche Fratelli d’Italia è “disponibile” a dare il proprio contributo. Ma con un unico consigliere (Maria Angela Buttiglieri, peraltro eletta con Forza Italia) appare al momento complicato che il partito di Giorgia Meloni possa ottenere un posto. Perlomeno in giunta.

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