SERVIZI SOCIALI, RICHIESTI PIÙ CONTROLLI: "JAGUAR PARCHEGGIATE SOTTO LE CASE POPOLARI"
Consiglio Comunale, un altro no alla chiusura di Accam

Voto contrario dell'assise civica alla mozione presentata da Movimento 5 stelle per la chiusura di Accam. Approvato il nuovo regolamento per l'accesso ai Servizi Sociali, con polemiche sui controlli

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Voto contrario alla chiusura dell’inceneritore Accam. Il Consiglio comunale ha detto no alla mozione presentata da Claudia Cerini (Movimento 5 Stelle)  nella quale si chiede di aprire una procedura concorsuale per la chiusura dell’impianto.

Il sindaco Emanuele Antonelli  ha definito la mozione “strumentale” ed ha affermato: “Noi stiamo lavorando per salvare e trasformare questa società. E rispetto la volontà della maggioranza di spegnere l’inceneritore nel 2027, ma non dimentichiamo che ci sono persone che hanno un posto di lavoro grazie ad Accam”. Gianluca Castiglioni (Busto al Centro) ha osservato che “la salute viene prima di tutto” ma Antonelli ha ribadito: “Non siamo certo così pazzi da volere un impianto che fa male alla salute” ed ha ricordato che sono previsti interventi di revamping per migliorare la qualità dell’impianto. La mozione per la chiusura di Accam è stata votata favorevolmente solo dal Movimento 5 Stelle; Pd e Italia Viva hanno votato contro. Assenti Livio Pinciroli e Paolo Genoni, al momento del voto mancavano anche Michela Provisione (Idee in Comune) i due esponenti della Lega, Alessandro Albani e Paola Reguzzoni, e Diego Cornacchia. Mariangela Buttiglieri (Fratelli d’Italia) e Orazio Tallarida (Forza Italia) non hanno partecipato al voto. Si è astenuta Busto Al Centro.

Sono state discusse anche le nuove norme relative a Imu e Tari ed è stata richiesta l’approvazione per l’adozione di un nuovo regolamento sull’accesso ai Servizi Sociali. Valentina Verga (Pd), che ha votato contro, ha sottolineato: C’è totale discrezionalità lasciata alla giunta nell’accesso ai servizi. I cittadini non potranno avere alcuna cognizione della propria posizione nella lista. Viene dato un mandato in bianco alla Giunta di poter modificare criteri e graduatorie delle liste d’attesa”.

La leghista Paola Reguzzoni ha sottolineato che il regolamento è un primo passo ma “per nulla esaustivo” ed afferma la necessità di controlli più stringenti: “Solo così avremo soldi sufficienti per coprire le vere necessità del Comune di Busto. La crisi economica, a seguito dell’emergenza Covid, non si è ancora del tutto manifestata ma non è possibile avere capitali fermi sugli stessi nuclei familiari da generazioni. I “professionisti” dei servizi sociali che hanno 80mila euro sul conto corrente e una Jaguar parcheggiata sotto la casa Aler portano via risorse ai veri bisognosi. Mi aspettavo un capitolo specifico sui controlli, altrimenti non basteranno mai i soldi dei Servizi Sociali”.

L’assessore Osvaldo Attolini ha concordato: “Occorre evitare la cronicizzazione degli assistiti. Ma non siamo noi che possiamo andare tra la gente a vedere se hanno parcheggiato una Jaguar sotto l’alloggio popolare, i controlli spettano ad Aler e all’amministrazione comunale attraverso gli organi competenti”.

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