LA PROPOSTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
Consulte di zona e bilancio partecipato. “Diamo voce ai bisogni del territorio”

Quattro zone, 40 rappresentanti con età minima di 16 anni che resteranno in carica tre anni. La delibera illustrata dal consigliere Brugnone

BUSTO ARSIZIO

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Consulte di zona pensate “per fare emergere i bisogni del territorio”, con la possibilità di segnalare all’amministrazione opere giudicate particolarmente importanti, attraverso il bilancio partecipato.
La proposta arriva dal Partito Democratico, che lunedì mattina ha protocollato la delibera e l’apposito regolamento.

Un modo per riavvicinare i cittadini alla politica e di “costringere” il Consiglio comunale a occuparsi di temi particolarmente sentiti dai bustocchi.
“La costituzione di consulte di zona composte dai cittadini di Busto – si legge nella delibera – permetterebbe di promuovere, garantire e valorizzare la partecipazione democratica alla vita amministrativa del Comune. Le consulte fornirebbero ai cittadini e all’amministrazione strumenti idonei a realizzare un rapporto costante tra comunità e rappresentanze elettive”.

La proposta prevede la suddivisione del territorio in quattro zone: San Michele, Sacro Cuore, San Giovani – Sant’Edoardo, Sacconago, Santa Croce, Borsano – Redentore, Madonna Regina, Beata Giuliana – Santi Apostoli, Sant’Anna, San Giuseppe.
Un eletto ogni duemila rappresentanti, per un totale di circa 40 nuovi rappresentanti per rendere la partecipazione democratica più vicina ai cittadini. “Era una promessa della campagna elettorale e, anche se siamo all’opposizione, le promesse le manteniamo”, sottolinea Massimo Brugnone, primo firmatario della delibera presentata insieme ai colleghi del gruppo consiliare Cinzia Berutti, Valerio Mariani e Valentina Verga.

L’età minima per candidarsi sarà di 16 anni: “La volontà è quella di favorire la partecipazione dei più giovani, coloro che forse più di tutti vivono la dimensione di ‘zona’”, precisa Brugnone. Gli eletti (che non potranno ricoprire contemporaneamente incarichi istituzionali) rimarranno in carica tre anni, quindi questo ruolo non sarà legato alle votazioni comunali o a logiche partitiche.

Per dare concretezza all’iniziativa, i progetti approvati nelle consulte dovranno obbligatoriamente essere discussi in Consiglio comunale. “Non dovranno essere un contentino per chi vuole lamentarsi, ma un vero e proprio luogo di dibattito per fare emergere i bisogni del territorio e far sì che chi di dovere ne discuta”, continua l’esponente del Pd.
Previsto anche il bilancio partecipato: “Le consulte potranno richiedere alla giunta di prevedere, nell’approvazione del bilancio, un capitolo dedicato a opere ritenute fondamentali per il territorio. Con anche forme di partecipazioni da parte di cittadini non eletti nelle consulte”.
Toccherà ora al Consiglio comunale stabilire se dare concretezza oppure no all’idea del Partito Democratico.

rc

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