LA POSIZIONE DEL SINDACATO ADL
“Il contagio non sia l’occasione per ridurre diritti e tutele”

L'intervento del sindacato Adl: "Che l’emergenza non sia utilizzata per tagliare salari e tutele collettive ma per rilanciare i servizi pubblici e investire in salute e sicurezza!"

BUSTO ARSIZIO

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L’intervento del sindacato Adl: “Che l’emergenza non sia utilizzata per tagliare salari e tutele collettive ma per rilanciare i servizi pubblici e investire in salute e sicurezza!”

 

Non è facile mantenere calma e obiettività in questi scenari, sono legittime le paure di tante/i colleghe/i che in queste ore chiedono a sindacato d’intervenire a tutela della salute e sicurezza di tutti/e.

Vogliamo essere assolutamente chiari: in questo frangente stiamo scontando i tagli alla sanità pubblica e alla Pubblica Amministrazione, anni di disinvestimento, di spendig review, di tagli agli organici. La circolare della Funzione Pubblica favorisce l’adozione dello smart working ma in molti enti pubblici siamo all’anno zero e non mancano dinieghi alle richieste per mancanza di strutture. Ci sono colleghe/i preoccupati di non bruciar tutte le ferie, noi stiamo spiegando loro che le ferie sono solo quelle del 2019, al pari delle ore eccedenti, se il contagio andrà avanti sarà necessario adottare dei provvedimenti straordinari da parte del Governo e senza decurtazioni economiche (il congedo straordinario al 30% per chi ha bambini sotto i 12 anni suona come un’autentica beffa…).

Sempre nei prossimi giorni arriverà il decreto sugli ammortizzatori sociali, dovremo tutelare tutte/i, subordinati e autonomi.

Ci sono colleghe/i preoccupati per la salute loro e dei familiari, vorrebbero che tutti gli uffici chiudessero i battenti, prima dell’ultimo decreto Ministeriale numerosi Enti erano a dir poco titubanti.

La salute e la sicurezza dei lavoratori e dei loro familiari non dev’essere una variabile; chiudere tutto e assicurare copertura retributiva e previdenziale per gli assenti è la soluzione più ragionevole.

Mancano intanto mascherine, guanti e gel o ce ne sono troppo pochi per i reali fabbisogni. E’ palese il fallimento delle privatizzazioni, sarebbe sufficiente un’azienda pubblica per produrre quanto manca!

La situazione è confusa e invitiamo tutte/i a rispettare alla lettera le prescrizioni/indicazioni; anche per questo ci auguriamo che in tale contesto, le disposizioni dei dirigenti siano sempre chiare ed univoche per tutti. Nel privato lavoratrici/tori assenti andranno regolarmente retribuiti.

E, oltre a chiudere tutto ciò che non è strettamente necessario, è prioritario salvaguardare tutte/i coloro che sono in servizio.

Che l’emergenza non sia utilizzata per tagliare salari e tutele collettive ma per rilanciare i servizi pubblici e investire in salute e sicurezza!

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