Conferenza stampa di Luca Spada (EOLO) dopo la revoca degli arresti domiciliari
“Continuo a voler bene al mio Paese, anche se fare impresa in Italia è un’impresa!”

"Sono stato accusato da un noto concorrente di furto e impossessamento di frequenze radio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Per me – ha affermato – è un’accusa pesantissima. Ho servito per 25 anni il nostro Stato con dedizione, umiltà e rigore etico"

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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La vicenda giudiziaria di Luca Spada, l’imprenditore presidente e fondatore di EOLO (il principale operatore in Italia nel fixed wireless e nei servizi ultra broadband per i segmenti business e residenziale), è l’esempio (l’ennesimo!) di quanto, in Italia, fare impresa sia un’autentica impresa.

Gli arresti domiciliari, conseguenza dell’indagine della Procura di Busto che l’ha visto accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato, furto aggravato di radiofrequenze non autorizzate e turbata libertà del commercio, sono stati revocati e Luca Spada è tornato in libertà.

Nel corso della conferenza stampa indetta nel quartier generale di Busto Arsizio della società, l’imprenditore ha sfogato tutta la sua amarezza e ha ribadito, nonostante tutto, il suo grande amore per l’Italia.

“Vivo in Italia, lavoro in Italia, assumo in Italia – ha detto Luca Spada – e continuo a voler ben al mio Paese, anche se – ha aggiunto – fare impresa, in Italia, è veramente un’impresa!”.

“Torno ad essere un uomo libero dopo una settimana di privazione della cosa più preziosa che un uomo ha: la libertà personale, sancita e protetta dal 13° articolo della nostra Costituzione della Repubblica Italiana. Sono stato accusato dal Sig. Davide Rota, amministratore delegato della Linkem Spa, nostro noto concorrente, di furto e impossessamento di frequenze radio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Per me – ha precisato con forza Luca Spada –  è un’accusa pesantissima. Ho sempre servito per 25 anni il nostro Stato con dedizione, umiltà e rigore etico”.

L’indignazione e il dolore espressi dall’imprenditore per essere stato accusato di aver truffato lo Stato hanno quasi addirittura superato il profondo disagio di aver perso la libertà per una settimana.

“Rigetto nella maniera più assoluta queste ignobili accuse – ha ribadito Luca Spada, riprendendo quanto già scritto su Facebook – che ledono la mia dignità personale, la mia reputazione e quella dell’azienda che ho l’orgoglio di aver fondato e gestito. Per me il rispetto dello Stato è sacro e il solo pensiero che qualcuno pensi che io l’abbia danneggiato mi fa rabbrividire”.

Dopo aver ringraziato i tantissimi che gli sono stati vicino e gli hanno espresso piena solidarietà, a cominciare ovviamente dalla sua famiglia, Luca Spada ha smontato pezzo per pezzo le accuse ricevute, dimostrandone l’inconsistenza.

“Il furto di frequenze radio oltre che incredibile è oggettivamente impossibile. Non si può rubare una frequenza radio. E’ come dire che ho rubato la forza di gravità. Ci si può sintonizzare su una frequenza radio, non si può in alcun modo sottrarla. In merito poi alla truffa nei confronti dello Stato – ha aggiunto Luca Spada –, vale a dire sottrazione del valore di un bene dello Stato stesso, si tratta di un’accusa del tutto priva di fondamento. Lo spettro elettromagnetico non può essere ‘impoverito’ quando viene attraversato da un’onda radio! Ogni qualvolta abbiamo utilizzato le frequenze non abbiamo mai danneggiato nessuno, tanto meno lo Stato”.

Una simile vicenda rischia di intaccare la sua “voglia di fare”?

“Assolutamente no! Anzi, la mia carica imprenditoriale si è ulteriormente rinnovata e sono determinato, con tutti i miei collaboratori, a proseguire nella mission aziendale: incrementare e migliorare la connettività in Italia sconfiggendo il digital divide. Confermo in pieno il nostro piano di investimenti di 300 milioni nei prossimi tre anni. Nel 2019 diventeremo un operatore nazionale a tutti gli effetti, estendendo la nostra attività anche nel Sud d’Italia. In EOLO lavorano già ora oltre 400 persone e sono previste decine di nuove assunzioni nell’immediato futuro”.

L’azienda fondata e diretta da Luca Spada prevede di chiudere l’esercizio in corso al 31 marzo 2019 con un ricavo stimato di circa 130 milioni di euro, in crescita del 30,5% rispetto al precedente esercizio fiscale.

In attesa della definitiva archiviazione del procedimento giudiziario, rimane tutta l’amarezza e la preoccupazione di un imprenditore che ha scontato sulla propria pelle il peso del (non)sistema Italia.

“I nostri soci americani fanno fatica a capire il perché di tutto questo. Non riescono a comprendere le complessità del nostro Paese. Non a caso, quando hanno deciso di investire nella nostra azienda, gli unici dubbi che hanno avuto facevano riferimento all’affidabilità complessiva del sistema Paese”.

“Il rischio è che gli stranieri – ha commentato amaramente Luca Spada – se ne vadano dall’Italia”.

La conclusione è stata all’insegna dell’ottimismo della volontà, capace di sconfiggere qualsivoglia pessimismo della ragione: “EOLO è un grande valore per il nostro Paese. Viva EOLO e viva l’Italia!”, ha scandito Luca Spada davanti ai giornalisti.

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