TRACCE DI CULTURA
Contrabbandiere di cultura

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È un luogo comune dire che spesso viaggiamo in lungo e in largo per conoscere e raggiungere mete lontane, per visitare musei all’altro capo del mondo e poi ignoriamo grandi e piccole meraviglie vicino a casa nostra.

Ė proprio questo il caso di quel posto incredibile ideato e voluto da Liborio Rinaldi a Bodio Lomnago (VA), il Museo Appenzeller, definito dal suo proprietario “museo a porte aperte per contrabbandieri di cultura”.

Abbiamo incontrato l’ing. Liborio Rinaldi, imprenditore, scrittore, escursionista, appassionato di Cammini, di montagna e di lago che ha acquistato anni fa e restaurato le ex-scuderie della villa del conte Puricelli cui si deve la progettazione e realizzazione dell’autostrada Milano-Varese, prima autostrada al mondo e che già da sola merita un discorso sulla sua storia architettonica.

Incontrandolo, Liborio Rinaldi ci ha concesso questa intervista:

Com’è nata l’idea del suo Museo Appenzeller dedicato alla memoria?

– Tutti abbiamo in soffitta il baule della nonna; se poi si ha la fortuna di averne due di nonne, ed entrambe conservatrici, i bauli si moltiplicano.

Ecco, l’idea è nata quando, aperti quei bauli, ne sono fuoriuscite variopinte farfalle di un mondo non così remoto, eppure ormai dimenticato.

– Da quanto tempo sta lavorando su questo progetto?

– Dopo dieci anni da quel momento, grazie a un lavoro costante e tanto impegnativo quanto gratificante, le farfalle si sono moltiplicate giorno dopo giorno e oggi sono diventate più di 50.000 oggetti.

Qualche anno fa, di fronte alla crescita esponenziale del loro numero, ho acquisito e ristrutturato una grande scuderia che era già appartenuta al conte Puricelli e ho potuto organizzare gli oggetti in stanze grosso modo monotematiche, ovviamente inventariando il tutto e pubblicando i relativi elenchi sul sito www.museoappenzeller.it, dal quale si possono ricavare tutte le informazioni sul Museo, nonché scaricare La Voce.

– Che cosa è La Voce?

– E’ un giornalino culturale mensile, distribuito rigorosamente solo per e-mail (siamo ormai a 1.400 lettori), che partendo dalle novità del Museo, fornisce 12 pagine di informazioni, curiosità e quant’altro.

– Come acquisisce gli oggetti che espone?

– Fondamentalmente grazie agli amici del Museo. Tutti hanno in casa oggetti più disparati di famiglia, testimoni di un tempo passato, che dormono in soffitta, in cantina o in fondo a un cassetto. Portandoli nel Museo, inseriti in un apposito contesto, vengono valorizzati opportunamente e diventano patrimonio di tutti i visitatori; pensiamo in particolare alle scuole, i cui giovani allievi restano sbalorditi di fronte a questi oggetti per loro totalmente sconosciuti.

Ci racconta di un paio di reperti particolari e magari unici nel loro genere?

– Dovrei fare 52.275 (a oggi) racconti, perché ogni pezzo ha la sua storia e il suo interesse. La particolarità del Museo è che – per scelta – è multitematico e quindi chiunque può trovare qualcosa di suo interesse e che possa soddisfare la sua curiosità. Cito un solo pezzo per tutti: un grande piano a rullo meccanico di fine ‘800 della famosa casa Ottina e Pellandi di Novara, con “cablate” 10 canzoni dell’epoca e funzionante – vero e proprio antesignano dei jukebox- con venti centesimi ovviamente reali. Ma forse la cosa migliore, per rendersi conto delle varie collezioni, è visitare il Museo.

– Un’ultima domanda: Perché?

– Come l’alpinista per salire ha bisogno di solidi appigli, così noi per andare avanti abbiamo bisogno di avere contezza del nostro passato. Tutto qui.

Il piccolo museo di Bodio Lomnago a cui si accede da via Brusa nº6, sulle prime appare al visitatore come un luogo in cui è racchiusa la storia di una famiglia, ma a un occhio più attento e curioso si rivela un posto magico in cui tutti i ricordi custoditi possono rappresentare anche i nostri personali.

Durante la visita gratuita che il proprietario guida di persona per un tempo che dura circa due ore, è possibile, chiacchierare, guardare, sfogliare, toccare, ritrovare curiosità e riscoprire emozioni perdute.

Periodicamente e in coincidenza con ricorrenze e anniversari, Liborio Rinaldi organizza mostre che hanno poi riscontro sulla stampa, nelle tv locali e di RAI3 Regione e godono del patrocinio delle istituzioni attirando molti visitatori.

Ricordiamo quelle dedicate negli anni al 90º anniversario della costruzione dell’autostrada Milano Varese, ai presepi storici locali e tutti gli importanti incontri culturali con mostre dedicate al mese francescano con tema “Sulle sue orme” e alla montagna con tema “La Montagna (s)conosciuta”(sull’argomento rimandiamo a una bella intervista che TraccePerLaMeta ha registrato con Rinaldi e che si può vedere e ascoltare al link ( https://www.youtube.com/watch?v=oY04YPhXyGc)

Liborio Rinaldi che ama la scrittura e ha al suo attivo parecchi romanzi, cura anche la rivista on line “La Voce del Museo Appenzeller” che si può ricevere gratuitamente iscrivendosi alla newsletter.

Le visite al museo sono gratuite e i dati di riferimento sono: www.museoappenzeller.it Museo Appenzeller, via Brusa nº6, 21020 Bodio Lomnago (VA) Tel 3357578179


Paola Surano e Anna Maria Folchini Stabile
www.tracceperlameta.org

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