CINQUE DONNE PORTATE IN COMMISSARIATO
Controlli anti-prostituzione sul Sempione

Una delle fermate è stata denunciata; espulsa una clandestina. Tre avevano chiesto asilo politico

busto arsizio

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Nella notte tra mercoledì e giovedì, le volanti del Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio, affiancate dai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine per la Lombardia e da agenti del comando cittadino della Polizia Locale, hanno effettuato un mirato servizio di controllo del territorio per identificare le donne che esercitano la prostituzione lungo il Sempione e per sanzionarne gli eventuali comportamenti illeciti.

Al termine del servizio gli agenti hanno accompagnato negli uffici di via Ugo Foscolo cinque donne, tutte cittadine nigeriane di età compresa tra i 40 e i 19 anni.
Terminate le operazioni di identificazione tramite le impronte digitali e i successivi accertamenti, una delle fermate, residente a Busto Arsizio e titolare di carta di soggiorno, è stata rilasciata con una denuncia per non avere esibito i documenti identificativi.

Delle altre quattro, una è risultata irregolare in Italia e, dopo essere stata denunciata per il reato di immigrazione clandestina e per la mancata esibizione dei documenti, è stata espulsa.
Quanto alle ultime tre è emerso che in tempi e luoghi diversi – rispettivamente Lodi, Reggio Calabria e Bologna – avevano presentato domande di asilo politico. A loro è stato notificato il divieto del Questore di Varese di tornare a Busto Arsizio per tre anni, con foglio di via obbligatorio per i comuni ove hanno dichiarato di essere domiciliate. La loro condizione, inoltre, è stata segnalata alle Questure che hanno ricevuto le istanze di protezione internazionale per valutare la compatibilità con il beneficio richiesto e la credibilità delle vicende narrate a sostegno della richiesta di aiuto.

Analoghi servizi verranno ripetuti anche in futuro parallelamente ad attività investigative finalizzate all’identificazione di eventuali sfruttatori, come già accaduto con l’indagine condotta dal Commissariato e dalla Procura della Repubblica e conclusa nel settembre 2016, per la quale andranno prossimamente a giudizio 14 persone, accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione esercitata proprio da donne nigeriane.

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