120 IDENTIFICATI IN UNA SETTIMANA
Controlli serrati, Polizia a cavallo nei boschi contro lo spaccio

Con l’ausilio di pattuglie a cavallo, la Polizia di Stato viene da una settimana di controlli serrati nelle aree boschive della provincia, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno diffuso dello spaccio di stupefacenti. Identificati 120 soggetti e 40 veicoli

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Nel più ampio progetto di prevenzione e controllo del territorio, finalizzato al contrasto e alla prevenzione della criminalità diffusa, nella scorsa settimana la Polizia di Stato di Varese, anche alla luce di quanto definito in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha organizzato articolati servizi di controllo straordinario nelle aree boschive della Provincia per prevenire lo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione ha coinvolto un gran numero di personale della Questura di Varese, con l’impiego di pattuglie in auto e in moto, della Squadra Mobile, dei Commissariati di Busto e Gallarate, della Polizia Scientifica, del Reparto Prevenzione Crimine di Milano, insieme agli agenti delle polizie locali competenti per territorio. Per la peculiarità dei servizi, fondamentale è stato inoltre il contributo delle pattuglie a cavallo della Polizia di Stato, di particolare utilità nelle aree boschive.

I servizi hanno interessato il Parco Pineta tra i comuni di Tradate, Vedano Olona, Venegono Inferiore e Superiore, il Bosco del Rugareto che si espande tra i comuni di Cislago, Gerenzano, Gorla Minore e Marnate ed il parco Perelli di Varese (quartiere di Biumo).

I risultati complessivi hanno permesso di identificare 120 persone tra i quali diversi cittadini extracomunitari, tutti regolari sul territorio nazionale, e 40 veicoli.

Nell’area Boschiva del Rugareto sono stati rinvenuti e sequestrati un kit contenente un bilancino di precisione, un coltellino utilizzato per sezionare lo stupefacente, del cellophane per confezionarlo, un machete ed un coltello.

L’attenzione della Polizia di Stato al controllo capillare del territorio è alta e costante, in un’ottica non solo repressiva, ma soprattutto preventiva per garantire e trasmettere a tutti i cittadini un’alta percezione di sicurezza anche nelle aree periferiche.

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