Gruppo Viar Spa
Il coraggio da leone di un’eccellenza produttiva “made in Varese”

Nel 1980 Aristide Franzosi e Vittoriano Carta fondano la Viar (acronimo che nasce dall’unione delle prime due lettere del nome di Vittoriano con le prime due del nome di Aristide)

Luciano Landoni

SUMIRAGO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Nel 1980 Aristide Franzosi e Vittoriano Carta fondano la Viar (acronimo che nasce dall’unione delle prime due lettere del nome di Vittoriano con le prime due del nome di Aristide).

“Originariamente – spiega Luca Franzosi, 52 anni, figlio di Aristide, e Ceo della Viar Spa di Sumirago – l’azienda era di natura commerciale e, dato che i veneziani della Repubblica Marinara di Venezia sono sempre stati unanimemente giudicati i più grandi commercianti del mondo, mio padre ha voluto affiancare alla ragione sociale dell’azienda stessa il Leone di Venezia con la coda abbassata e con accanto la Bibbia aperta”.

Per quale motivo?

“A simboleggiare il periodo di pace, propizio per i commerci internazionali. Quando la Repubblica era in guerra il Leone aveva la coda alzata e la Bibbia era chiusa”.

Voglia di intraprendere, coraggio (da Leone) di accettare il rischio, grande amore per la storia del nostro Paese: tre fattori che, insieme, hanno creato un connubio simbolico di grande effetto e significato che si è trasformato nel tempo in un progetto imprenditoriale vincente.

“Sì, in effetti è stato proprio così. Mio padre, scomparso nel 2014, ha trasmesso a me e a mio fratello Davide l’orgoglio di fare al meglio il nostro lavoro. Noi italiani siamo capaci di realizzare grandi cose. In azienda sventola il tricolore, esattamente come a casa mia. Sarà anche dovuto al fatto – dice Luca Franzosi – che sono stato carabiniere e che in certe cose credo veramente”.

Viar Spa, oggi, è a tutti gli effetti un’eccellenza produttiva italiana che progetta e costruisce componentistica in tutti i tipi di acciaio per il settore oil-gas e che esporta nel mondo il 90% del fatturato, pari nel 2017 a 43 milioni di euro, dando da lavorare a 170 persone.

“Il nostro gruppo industriale, composto da Viar Spa, Forgiatura Marcora e Coinval, è fra i pochissimi al mondo (in Italia siamo soltanto in due) che controlla tutto il ciclo produttivo: forgia a mano libera (Forgiatura Marcora di Olgiate Olona), forgia a stampo chiuso (Coinval di Lecco), trattamento termico dei metalli che stampiamo e forgiamo, laboratorio di prove meccaniche, controlli non distruttivi, imballo e distribuzione”.

Il comparto petrolifero ha attraversato una fase di profonda crisi, non ancora del tutto riassorbita. Ne avete subito le conseguenze?

“Ovviamente sì. Basti dire che nel 2014 il nostro fatturato era superiore ai 70 milioni di euro. Però, non ci siamo mai arresi. Non abbiamo mai smesso di investire. La nostra forza è sempre stata e continua ad essere l’insieme di servizio, qualità e rispetto delle regole. Come ho già detto, negli anni abbiamo completato l’intera catena del valore e abbiamo sempre guardato al futuro con fiducia. Una strategia operativa che ha pagato e che ci permette di crescere. Crescita che si è pienamente confermata nel 2018, anche perché il comparto petrolifero e soprattutto quello del gas hanno ripreso vigore. La ripartenza si è già avvertita in Norvegia, in Spagna sta per sorgere una nuova grande raffineria, in Inghilterra verrà realizzata una centrale nucleare. I progetti in cantiere in Arabia Saudita sono colossali: investimenti complessivi del valore di 430 miliardi di dollari entro il 2030”.

Insomma, il “vostro mondo” si sta risvegliando?

“E noi siamo pronti a soddisfare tutte le sue esigenze. I nostri prodotti sono unici. Le faccio un solo esempio: la raccorderia forgiata ‘made in Viar’ , tipo i tubi a ‘gomito’ o a ‘t’, come quelli  utilizzati dagli idraulici per intenderci, dello spessore però di 1,5 centimetri, è unica al mondo con un tasso qualitativo elevatissimo dato che deve ‘sopportare’ le sollecitazioni estreme provocate da liquidi ad alta pressione, fortemente corrosivi e con temperature elevate. Se ci fossero stati i nostri prodotti, non sarebbe successo il disastro che si è invece verificato sulla piattaforma petrolifera nel golfo del Messico qualche anno fa, all’inizio della presidenza di Obama negli Stati Uniti”.

Qual è la “ricetta” del vostro successo?

“Il gioco di squadra. Io e mio fratello Davide siamo circondati da collaboratori straordinari: dalla qualità alla produzione, dall’area vendite all’amministrazione, senza dimenticare l’ufficio tecnico e il laboratorio di analisi e ricerche. Esportare in tutto il mondo non è facile. Lo sa che gli americani praticano dazi estremamente elevati sui nostri prodotti? Loro non guardano in faccia a nessuno quando si tratta di proteggere la produzione locale”.

Parliamo un po’ del sistema Italia: cosa ne dice del governo a trazione Lega-5 Stelle?

“Il padre di tutti i problemi continua ad essere il cuneo fiscale. Solo risolvendo questo problema sarà possibile rilanciare i consumi. Più in generale, considero il bicchiere sempre mezzo pieno. Come le ho già detto, sono orgoglioso di essere italiano. Tutto quello che abbiamo fatto l’abbiamo sempre fatto in Italia. Il che non significa che non si possa andare a produrre altrove, magari in Arabia Saudita, oppure in Svizzera. Certo, mi piangerebbe il cuore … però …”.

Come vede, in due parole, il futuro?

“Lo vedo molto bene. Le ripeto che l’intero settore dell’oil-gas sta ripartendo. Nel 2019 la ripartenza si consoliderà ulteriormente. In altre parole, mi sento ottimista. Investire in qualità paga. Paga sempre. Siamo più certificati noi della Nasa, tanto per intenderci. I nostri prodotti hanno superato brillantemente gli ‘esami’ di multinazionali del calibro di Total, Aramco, Exxon Mobil, AgustaWestland, Eni. Siamo in grado di realizzare componenti che solo 5 aziende nel mondo, compresa la nostra, sono capaci di fabbricare. Senza dilungarmi troppo in dettagli tecnici da addetti ai lavori, le dico che un nostro prodotto denominato Viar-Lock Clamp-Connector riduce di circa 1/4 le dimensioni di una flangia standard con una consistente diminuzione di peso”.

Non c’è che dire, il Leone “made in Viar” non ha paura di niente e di nessuno (sia con la Bibbia aperta che con la Bibbia chiusa).

Copyright @2018