Sede di Busto Arsizio
Il corso di Laurea Infermieristica dell’Asst Valle Olona scoppia di salute

35 le nuove matricole, a fronte di un numero di richieste di nuova iscrizione pari a 125. Rispetto allo scorso anno accademico si è registrato un aumento della scelta del polo di Busto Arsizio pari del 5%

BUSTO ARSIZIO

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L’anno accademico 2019-2020  del corso di Laurea Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano si è aperto giovedì 10 ottobre, nella Palazzina della formazione dell’Ospedale di Busto Arsizio. Il corso, diretto dalla dottoressa Elisabetta Balestreri, gode di ottima salute: 35 le nuove matricole, a fronte di un numero di richieste di nuova iscrizione pari a 125. Rispetto allo scorso anno accademico si è registrato un aumento, da parte degli studenti, della scelta del polo di Busto Arsizio pari al 5%. In aula erano presenti tutti gli studenti dei tre anni di corso (102) e i prossimi 30 laureandi.

La Direzione dell’ASST Valle Olona ha accolto gli infermieri del futuro, salutandoli e sostenendoli nel loro percorso formativo, che per alcuni volge al termine (a novembre la prima sessione di laurea).

“Avete scelto una professione che viene da lontano e che vi porterà nel futuro con ricche professionalità, delle quale abbiamo assoluto bisogno”, ha introdotto il Direttore amministrativo della ASST Valle Olona, dottor Marco Passaretta.

“Ѐ emozionante vedere tanti volti giovani – ha proseguito il Direttore sanitario, dottoressa Paola Giuliani – Gli infermieri saranno sempre più coinvolti in quelle che sono le attività di gestione del malato, e saranno interlocutori privilegiati della Direzione strategica. Qui troverete docenti di grande valore”.

Infine il Direttore Sociosanitario, dottor Marino Dell’Acqua, ha ricordato le sue radici nella professione: “Nel 1978 sedevo ai vostri posti, al primo anno della Scuola infermieri. Gli Ospedali hanno sempre formato gli infermieri. Oggi la sanità ci pone nuove sfide: l’invecchiamento della popolazione determina un maggior numero di pazienti cronici e fragili, se possibile da assistere al domicilio. Regione Lombardia sta spingendo sull’autonomia della figura infermieristica. La formazione tecnica è fondamentale, ma non dimenticate mai che l’infermiere è colui che è in grado di relazionarsi. Che sa cogliere il bisogno del malato. E che, empaticamente, sa trovare la miglior risposta al suo bisogno di salute”.

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