Mi va di scriverle
Cose piccole di casa mia

Me lo scrivo da solo. Un colloquio affrettato con la mia coscienza. Per dire che? Cose piccole, di casa mia. Non che abbiano voglia di essere evidenziate, ma almeno essere dette. Per giustizia, per informazione, per entrare nel giro delle notizie, quelle vere...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Me lo scrivo da solo. Un colloquio affrettato con la mia coscienza. Per dire che? Cose piccole, di casa mia. Non che abbiano voglia di essere evidenziate, ma almeno essere dette. Per giustizia, per informazione, per entrare nel giro delle notizie; quelle vere, non le famigerate “fake news” di cui tanto si parla.

Tutto è nato da un’idea di Luciano Landoni, il nostro esperto in economia. Abituato com’è a trattare temi con dentro il riguardo per le cose produttive, ha pensato bene di immergersi anche in argomenti (diciamo così) al di fuori del puro aspetto del dare e l’avere, ma di immergersi in argomentazioni sociali che investono tutti, ma in particolare modo, i giovani. Mi ha chiesto: “che ne dici di un libro insieme”? Lì per lì, non è che abbia fatto salti di gioia. Vedere tuttavia negli occhi di Luciano, la voglia matta di “fare insieme” un libro (quattro mani, due cervelli) ecco che mi sono fatto coinvolgere. E abbiamo cominciato a discutere del “come quando perchè” del libro.  E nel giro di una conversazione, abbiamo raggiunto l’accordo.

Che si fa? Lui è a contatto col mondo imprenditoriale. Non fa il “marchettaro” e gli articoli che esaltano il lavoro e nella fattispecie il modo con cui lo si esercita, incutono rispetto sia fra i Lettori sia fra coloro che per mestiere devono indottrinare i giovani. Qui, “indottrinare” vuol essere un esempio per i giovani che devono imparare a seguire le orme di coloro che hanno creato con l’ingegno e la buona volontà, un’attività economica qualsiasi. Far emergere in ciascuno dei Giovani Lettori, la voglia di fare da sè per impostare degnamente il proprio futuro.

Chiaro il concetto? Ereditare un’attività economica, va bene. Ciò che è meglio è apporre e imporre all’attività, quel pizzico d’inventiva che migliori ciò che hanno ereditato. E ciò, lo si ottiene con la dote semplice e genuina che si chiama buona volontà. Visti gli esempi narrati da Luciano Landoni nelle sue “finestre” c’è da sottolineare il gradimento dei Lettori che hanno così trovato le risposte alle proprie domande.

La mia parte? Io ci sono col Dialetto Bustocco e ci sono con l’analisi di tanti problemi attuali. E’ la mia analisi, la mia riflessione. Solo consigli. Ciascuno, poi agisca come gli pare. La gente legge. Ci mette il “mi piace” in fb. Chiede “a quando il prossimo libro?” A tal punto abbiamo coinvolto i Presidi e i Docenti delle Scuole Medie Superiori di Busto Arsizio, col Premio Letterario giunto quest’anno alla NONA Edizione.

Dunque? Presto detto: problemi come il bullismo, l’etica, la socialità, il vizio, il dialogo, il rispetto … e tanti altri, vengono analizzati senza retorica e senza squilibri mentali, negli Editoriali e non solo. Per arrivare a dire che Landoni ed io a volte siamo in contrapposizione su identici problemi, ma non siamo contrari. Noi ne discutiamo e ciascuno analizza il problema da par suo e solo il Lettore potrà giudicare.

Ovviamente, questo libro andrà a favore del dialogo. Andrà pure a favore della discussione che impegnerà Studenti e Docenti in una “diatriba” (dissertazione – discussione piena di accuse, rimproveri, critiche senza alterco) all’insegna del “in un dialogo, nessuno insegna, ma tutti imparano“).

Ci siamo messi di buzzo buono, Luciano ed io e sta nascendo il libro. Abbiamo contattato imprenditori seri a cui abbiamo sottoposto il nostro progetto. Tanto per quantificare il loro (e il nostro) entusiasmo, senza svelare il contenuto del libro, ci hanno tuttora sottoscritto 1800 copie del libro (carta canta – contratti alla mano) e, tanto per farci mancare nulla, andiamo in giro a dire che l’obiettivo nostro è quello di dotare tutti gli Studenti delle Scuole Medie Superiori (9900 ragazzi) del libro “a quattro mani e a due cervelli“.

Ce la faremo? Mai mettere limiti alla Provvidenza. Noi (Luciano ed io) ci “mettiamo la faccia“, Primi giudici di noi, noi stessi. E sinora abbiamo ricevuto semplicemente credibilità e rispetto per la nostra professionalità che cerchiamo sempre di mettere in ogni nostro lavoro.

A quando, il libro, in Libreria? A fine aprile 2018. Non vogliamo mischiarci nella “campagna elettorale” e vogliamo che il libro sia a beneficio di ogni Lettore. Oltre a dotare le “giovani leve” dell’esperienza raccolta (non solo nostra) vorremmo che il nostro lavoro costituisca un interessante dibattito con verità ed esempi veri. E un’ulteriore prova che noi, ai giovani, facciamo “qualcosa” di concreto, non solo a parole!

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