Presentato Idea.Lab di Gallarate (Isis “Andrea Ponti”)
Costruire il futuro insegnandolo

La sigla è suggestiva: open the future, costruttori di innovazione. La realtà è quella di Idea.Lab: laboratorio territoriale per l’occupabilità, una vera e propria eccellenza nel campo della formazione

Luciano Landoni

GALLARATE

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La sigla è suggestiva: open the future, costruttori di innovazione.

La realtà è quella di Idea.Lab: laboratorio territoriale per l’occupabilità, una vera e propria eccellenza nel campo della formazione, frutto della stretta collaborazione fra l’Isis “Andrea Ponti” di Gallarate (dove il laboratorio ha sede) e l’Ite “Tosi” di Busto Arsizio, a loro volta enti coordinatori di un network di istituti scolastici della provincia di Varese.

Il progetto formativo (aperto agli studenti, ai disoccupati, agli inoccupati, alle imprese del territorio) vuole essere un autentico “pensatoio” (come l’ha definito il responsabile di Idea.Lab Gallarate, il prof. Antonio Perrucci dell’Isis “Andrea Ponti”) all’interno del quale sviluppare idee, progetti, innovazioni.

Idea.Lab Gallarate nasce dal bando indetto dal Miur nell’ambito del Piano Nazionale per la Scuola Digitale e si prefigge di essere il punto d’incontro ideale e pratico “fra il fare, il pensare e il progettare”, come ha specificato il dirigente scolastico reggente dell’Isis “Andrea Ponti”, prof. Pietro Bosello.

Un laboratorio dalla doppia finalità: sperimentare e insegnare a sperimentare, vale a dire il connubio ideale fra la formazione e la realizzazione.

In altre parole: la sintesi armonica fra il ruolo della scuola e le esigenze del mondo produttivo che ha sempre più bisogno di figure professionali (le cosiddette “menti d’opera”) mediante le quali affrontare le sfide poste in essere da un mercato sempre più allargato e sempre più competitivo.

Basti considerare il fatto che nel prossimo quinquennio saranno 280.000 i “super-tecnici” di cui avranno bisogno le “fabbriche 4.0” (fonte Confindustria).

“Il laboratorio – ha precisato Luca Mari, direttore culturale di Idea.Lab e docente della LIUC-Università Cattaneo – è un luogo di confronto per far nascere nuove idee”.

“Cosa insegnare? Come insegnare? A chi insegnare? Perché insegnare? – si è domandato lo stesso Luca Mari, fornendo una panoramica delle complessità e delle turbolenze che caratterizzano l’attuale contesto socio-economico – Non abbiamo più modelli di riferimento. Il meglio che si può fare è sperimentare”.

“La preparazione culturale diffusa – ha rincarato la dose Antonio Perrucci – è ancora troppo legata ai vecchi schemi. Ecco perché la smart manufacturing e la cibernetica fanno paura. Si immagina come unica conseguenza la perdita di posti di lavoro, mentre nella realtà ne verranno creati di nuovi. La cosa più importante – ha aggiunto – è l’educazione al pensiero critico”.

Produrre di più e meglio, consumando meno energia: è questa la sfida del 3° Millennio.

Potrà essere accettata e ragionevolmente vinta solo se ci doteremo di schemi mentali mediante i quali conoscere, approfondire e conseguentemente gestire le problematiche complesse derivanti dalla cosiddetta 4° Rivoluzione Industriale.

Idea.Lab, da questo punto di vista, rappresenta un vero e proprio “gioiello tecnologico” a disposizione dell’intera comunità e soprattutto dei giovani studenti per metterli a diretto contatto con la “fabbrica 4.0”: ne ha dato dimostrazione il prof. Cataldo Biffaro, responsabile operativo di Idea.Lab Gallarate, commentando le diverse fasi del processo produttivo altamente automatizzato/digitalizzato (trasmesse tramite monitor) e finalizzato alla costruzione di contenitori cilindrici.

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