Intervista a Riccardo Comerio, presidente della LIUC-Università Cattaneo
“Noi crediamo nell’esaltazione concreta e costante della meritocrazia”

Riccardo Comerio, classe 1963, amministratore delegato della Comerio Ercole Spa, concede a l’[email protected] la sua prima intervista nella nuova veste di presidente della LIUC-Università Cattaneo, dopo la nomina avvenuta una quindicina di giorni fa

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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Riccardo Comerio, classe 1963, amministratore delegato della Comerio Ercole Spa, storica azienda metalmeccanica di Busto Arsizio fondata nel 1885, dagli eleganti uffici presidenziali di Villa Jucker a Castellanza, concede a l’[email protected] la sua prima intervista ufficiale nella  nuova veste di presidente della LIUC-Università Cattaneo, dopo la nomina avvenuta una quindicina di giorni fa.

Presidente, lo scorso 27 maggio, leggendo la sua relazione di leader uscente dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese, lei ha citato Carlo Cattaneo, il grande pensatore lombardo che ha dato il nome all’ateneo che presiede, sottolineando come tra le fonti della ricchezza delle nazioni vi siano l’intelligenza e la volontà. E’ però sempre più difficile utilizzare queste due “leve” in un contesto, come è quello italiano, caratterizzato da una precarietà crescente (pensiamo ai giovani) e anche da una vera e propria paura del futuro, non crede?
“Non vedo nessuna contrapposizione fra la citazione di Carlo Cattaneo e la condizione attuale del nostro Paese, Anzi, penso che mai come ora intelligenza e volontà rappresentino un autentico plus valore in virtù del quale l’intero sistema Italia sta in piedi e progredisce, malgrado tutto. Intelligenza e volontà sono alla base della creazione della dignità del lavoro per il singolo e per l’organizzazione nel suo insieme. I giovani studenti che frequentano questa università dimostrano ogni giorno la loro volontà di mettersi in gioco e di migliorarsi. Il giovane, in LIUC, è costantemente al centro dell’attenzione. Mi piace ricordare il recente incontro incentrato sulla consegna dei premi al merito: in quella circostanza c’è stata una sottolineatura importante della dignità, dell’orgoglio, dell’intelligenza e della volontà. La dignità di chi si mette in gioco, che va di pari passo con la volontà di essere protagonista all’interno di un contesto universitario che ‘pesa’ impegno e merito e conferisce a chi viene premiato l’orgoglio di esserlo. Senza dimenticare l’intelligenza dell’intera macchina universitaria, che gratifica chi si impegna con profitto attraverso l’erogazione di premi e la diminuzione delle tasse scolastiche. Tutto questo – aggiunge Riccardo Comerio – genera un ‘meccanismo virtuoso’ che inorgoglisce lo studente e lo stimola a fare sempre meglio. Non solo: l’effetto di ‘contaminazione’ si propaga anche nei confronti del corpo docente, incentivato a dare il meglio del meglio per soddisfare le aspettative crescenti di studenti volenterosi e preparati”.

Si parla tanto di Industria 4.0, proviamo a delineare le caratteristiche dello Studente 4.0
“In LIUC lo Studente 4.0 è la logica conseguenza del programma di studi dell’ateneo. Penso in particolare al nostro i-FAB al cui interno viene simulato il funzionamento di una fabbrica secondo logiche lean e in base al nuovo paradigma produttivo dell’Industria 4.0 Penso poi alla nostra Business School di supporto post universitario e di stretto collegamento con le imprese del territorio. Una collaborazione a doppio binario: stimolo nei confronti del mondo del ‘saper fare’ e arricchimento/aggiornamento ricavato dal rapporto con il medesimo”.

Attualmente la popolazione studentesca della LIUC-Università Cattaneo è costituita da 2.300 giovani distribuiti prevalentemente fra i corsi di Economia (il 70%), Ingegneria Gestionale (24%) e Giurisprudenza (6%, anche perché le immatricolazioni non sono più state attivate).

Qual è il livello di efficienza/efficacia della LIUC?
“Le rispondo citando alcuni dati dell’ultima classifica stilata da Almalaurea (consorzio che raggruppa 75 università italiane): l’84,4% dei nostri studenti conclude il proprio ciclo di studi; il 74,3% ha effettuato un tirocinio in azienda; il 40,1% ha svolto un periodo di studi all’estero; il tasso di occupazione post laurea è cresciuto all’85,3% per i giovani che hanno frequentato Economia Magistrale e addirittura al 93,4% per quelli di Ingegneria Gestionale. Aggiungo che per tutti i laureati LIUC il guadagno mensile è superiore alla media degli altri atenei inclusi nelle graduatorie di Almalaurea. In tutta franchezza, credo proprio che siano risultati di eccellenza. Siamo più che soddisfatti. La nostra mission è pienamente rispettata”.

Vale a dire?
Essere a fianco dell’intero sistema del ‘saper fare’. Bene, ovviamente. Il che significa rispettare ed esaltare le migliori tradizioni del prodotto italiano! Tutto questo è possibile ottenerlo con l’esaltazione concreta e costante della meritocrazia”.

La LIUC attira studenti da tutta Italia?
“Assolutamente sì. Nel nostro Campus universitario alloggiano giovani provenienti da tutte le Regioni del nostro Paese. Ci tengo a sottolineare che chi arriva dalla Sicilia, tanto per fare un esempio concreto che ho personalmente verificato parlando con i genitori del ragazzo, lo fa supportato da una forte motivazione e dall’analisi di dati oggettivi che certificano l’autorevolezza della LIUC. Aggiungiamoci poi il ‘valore aggiunto’ dell’essere in provincia: si tratta di un vantaggio concreto basato sulla serenità e sulla ricchezza dei rapporti umani. In altre parole, chi viene da noi lo fa perché è convinto e perché ha tanta passione e altrettanta costanza. Le nostre tasse sono pari a 6.800 per l’iscrizione alla laurea triennale (7.500 per il percorso Business economics) e 7.600 euro per l’iscrizione alla laurea magistrale, un importo che si dimezza per tutti quegli studenti che alla Maturità hanno conseguito un risultato compreso fra i 97 e i 100 punti (la riduzione è uguale al 25% per chi ottiene un voto compreso tra 94 e 96/100). Tutto dipende dallo studente e dalla sua bravura: se per ogni anno di frequenza la media degli esami è alta, la riduzione della tassazione si mantiene nel tempo. Si tratta di una certezza. La stessa sulla quale si basa quella che prima ho chiamato l’esaltazione concreta e costante della meritocrazia”.

Tenuto conto dell’attuale condizione economico-finanziaria del sistema Italia, l’ottimismo della volontà è ancora in grado di prevalere sul pessimismo della ragione?
“E’ giusto essere realisti, con una giusta dose di ottimismo”.

Una risposta molto diplomatica suscettibile di ulteriori precisazioni …
“Diciamo che siamo in presenza di una situazione particolarmente complessa. Aggiungiamo pure che poter contare su più Ingegneri gestionali in ambito governativo non guasterebbe affatto. Per il resto, è difficile prevedere cosa succederà. La sfera di cristallo non ce l’ha nessuno. Certo è che una condizione così ingarbugliata non penso ci sia mai stata nel recente passato. Siamo la seconda manifattura in Europa (dopo la Germania) e, nello stesso tempo, deteniamo il secondo debito pubblico in Europa (dopo la Grecia) con la più alta ricchezza privata sempre a livello europeo. Questo cosa significa? Che non possiamo proprio pensare – conclude Riccardo Comerio – che siano altri a risolvere i problemi che  noi ci siamo creati. E’ giusto e sacrosanto rivendicare rispetto per la nostra appartenenza all’Unione Europea, senza però dimenticare quello che ho appena detto”.

Un’ultimissima considerazione sui giovani.
“Hanno una visione positiva delle cose, molto più positiva di quanto non si immagini. I problemi non li  spaventano, anzi, li stimolano a fare sempre di più e sempre meglio. Prendiamo esempio da loro e decidiamo! Basta temporeggiare. E’ il momento delle decisioni. Spezziamo una volta per tutte l’ingessatura che blocca il nostro sistema Paese”.

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