MAI MOLLARE
Credici, Pro Patria

Quando perdi senza merito, squillano le campane "a morto" e il vizio si ripete. C'è nulla di strano. E' la legge del gol. La cronaca, lo dice. Ciò che resta nella "penna" è il vociferare dei soliti "intenditori" che sentenziano: "il campionato non lo vinciamo"

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Quando perdi senza merito, squillano le campane “a morto” e il vizio si ripete. C’è nulla di strano. E’ la legge del gol. La cronaca, lo dice. Ciò che resta nella “penna” è il vociferare dei soliti “intenditori” che sentenziano: “il campionato non lo vinciamo“. Ed è questo il cruccio. Chi l’ha detto?

Quel che è successo alla Pro Patria può succedere al Rezzato. Quel che non è avvenuto col Pontisola, può avvenire come a Romano di Lombardia. Che si vuol dire? Che a tifare Pro Patria non è “cosa” per tutti. Ci vuole coscienza di sè e ci vuole spirito di gruppo notevole. Mai arrendersi. Si deve stare sul pezzo. Mai dire mai e mai illudersi. La squadra c’è. C’è pure lo staff Tecnico e Dirigenziale; quindi anche la sorte deve tenerne conto.

Tempo e …. fortuna da recuperare, ce n’è. Fermarsi al primo impatto negativo (anche se le sconfitte sono tre) significa distruggere il lavoro compiuto e mistificare la speranza. Che avrebbe dovuto dire ….Gattuso dopo il gol del Benevento messo a segno dal portiere contro il Milan al 94° che costò al Milan due punti? Beh, si faccia di necessità, virtù. E si sappia che NON si è di Pro Patria quando ci si arrende, anche di fronte a una sconfitta. Essere di Pro Patria vuol dire “giocare insieme” quando la squadra è in campo. E incitare e gridare e urlare “Forza Pro” come ci avevano abituati gli “anni ruggenti” che ci valsero l’appellativo di “Tigrotti” segno tangibile di autentici Bustocchi.

La resa a Busto Arsizio non è di casa: figurarsi se la sua squadra, la Pro Patria, deve incutere un simile, fatale sentimento. Al di là del riscatto subitaneo ci si deve aspettare una cosciente convinzione che si può rimediare a tutto; sconfitte comprese. Non sempre va bene. E se ora non è andata bene a noi, non andrà bene anche agli altri, Rezzato in testa. Se tutto fosse scontato, non ci sarebbe campionato, non ci sarebbe la bellezza del calcio, non ci sarebbe il tifo concentrato sulla squadra del cuore.

Metto qui una promessa e una convinzione: io credo nel valore della Pro Patria. Comincerò ad allenarmi per un “giro di Busto” (vediamo di organizzare un percorso) per la vittoria in Campionato. Vittoria al primo posto e non solo vittoria ai play off. Vittoria per una Pro Patria credibile che onori Busto Arsizio e la Tradizione. Quest’anno non c’è bisogno di “accontentarsi”, ma il primo posto è possibile. E serve pure ai giocatori per “avere mercato” e compiere non solo il salto di categoria immediato, ma pure il salto di carriera personale. FORZA PRO PATRIA: credici!

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