CONSIGLIO COMUNALE
Crollano i rinnovi delle concessioni cimiteriali. Il Pd: “Disagi e mancati introiti”

Per l’assessore Chiesa il dato si deve a un “cambiamento culturale della popolazione e alla crescente volontà di ricorrere alla cremazione”

BUSTO ARSIZIO

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Crollano i rinnovi delle concessioni cimiteriali. E l’opposizione attacca: “Disagi per i cittadini e mancati introiti”.
Martedì sera il Consiglio comunale ha discusso e approvato il rendiconto dello scorso anno. A far discutere è stato, in particolare, il dato relativo alle concessioni cimiteriali. Durante la sua relazione, infatti, l’assessore Alessandro Chiesa ha affermato che delle 625 concessioni in scadenza nel 2018, soltanto 184 sono state rinnovate. E le entrate sono state di 987 mila euro, a fronte di una previsione di 1.148.000 euro.

Numeri che hanno fatto discutere, alla luce dei contestati aumenti delle tariffe introdotti dall’amministrazione nel 2017. Per Chiesa, però, il dato si deve a un generale “cambiamento culturale della popolazione, più dinamica sul territorio, e alla crescente volontà di ricorrere alla cremazione, con l’affido familiare delle ceneri”.

Una spiegazione che non ha convinto il Partito Democratico. “Le nuove tariffe hanno creato molti disagi ai cittadini – ha osservato Cinzia Berutti –. Eppure il bilancio preventivo discusso nella scorsa seduta del consiglio comunale non presentava alcun correttivo”.
E se l’assessore Chiesa ha replicato che la differenza tra attese e rinnovi effettivi non si è discostata di molto rispetto all’anno precedente, la capogruppo democratica Valentina Verga ha inserito la questione dei cimiteri tra le “ombre del bilancio”: “Dobbiamo aspettare che il numero dei rinnovi arrivi a zero o pensate di fare qualcosa? – ha attaccato –. Anche perché i mancati introiti pesano sul bilancio”.

Per la leghista Paola Reguzzoni, “il punto non è il numero delle tumulazioni o fare cassa, bensì attuare una politica diversa. Abbiamo investito sul forno crematorio, c’è la possibilità di raddoppiarlo e di fare una terza linea. È normale, dunque, che anche la politica cimiteriale vada in questa direzione. Pertanto, mi auguro che il raddoppio del forno ricompaia nel prossimo piano delle opere”.

r.c.

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