Coronavirus e Diritto: un corso per gli ingegneri
Didattica a distanza Liuc, nel segno dell’innovazione e dell’attualità

Tra gli esempi più interessanti di questo allineamento all’attualità, il corso di Elena Falletti, ricercatore di Diritto Privato Comparato, denominato Law for Engineering e destinato agli studenti della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale

Elena Falletti

castellanza

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Il racconto dell’emergenza Coronavirus si sta sviluppando in queste settimane su tutti i media attraverso le voci dei medici e dei rappresentanti delle istituzioni. Forse meno approfondito è il punto di vista, altrettanto importante, dei professionisti del diritto, che possono fornire un contributo significativo nella comprensione delle norme adottate per il contenimento della pandemia. Alla Liuc di Castellanza la didattica a distanza è anche questo: adeguare i contenuti delle lezioni, inevitabilmente, a quanto accade, anche con prospettive diverse.

Tra gli esempi più interessanti di questo allineamento all’attualità, il corso di Elena Falletti, ricercatore di Diritto Privato Comparato, denominato Law for Engineering e destinato agli studenti della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale.

Una novità assoluta nell’offerta formativa della Liuc. “Il corso è già di per sé una sfida – racconta la professoressa Falletti – perché si propone di fornire una preparazione di base su alcuni elementi del diritto a studenti abituati a misurarsi con altre discipline e altri linguaggi. Già prima dell’avvio delle lezioni, con l’avvento del Coronavirus in Cina, ho adattato il programma perché potessimo parlare anche delle norme che si stavano adottando in questa circostanza straordinaria. Con l’arrivo dell’epidemia nel nostro Paese, non ho potuto fare altro che approfondire ulteriormente il tema. Può succedere che la realtà a volte superi i programmi d’esame”.

Ma cosa stanno studiando nel dettaglio gli ingegneri Liuc? “Stiamo studiando quali problemi gestionali possono sorgere in una situazione di pericolo per la salute pubblica, come in questo caso. Ne abbiamo focalizzati alcuni e stiamo studiando come la normativa d’emergenza predisposta dal Governo disciplini la materia. Ad esempio ci stiamo occupando delle public health issues (salute pubblica), della supply chain (logistica), del people cointainment (limitazione della libertà di movimento) e così via. E ancora, abbiamo analizzato le peculiarità della normativa emanata sia a livello nazionale , sia a livello locale.La nostra attenzione si estende anche all’impatto economico di questa situazione emergenziale.

È necessariamente un corso sperimentale, per molte ragioni: innanzitutto non si può far riferimento ad esperienze analoghe, perché non ne esistono di uguali. Il nostro approccio consiste nel tener ben presente che la situazione è in continua evoluzione e può mutare repentinamente. Inoltre, vogliamo far emergere la necessità del metodo multidisciplinare e pertanto ci teniamo a evidenziare l’intreccio delle nostre due prospettive, quella giuridica, che è la mia, e quella ingegneristica, cioè quella degli studenti. Da subito ai miei studenti ho chiesto ragionare su soluzioni ingegneristiche da attuare rispetto ai tanti problemi, anche giuridici, che questa emergenza porta con sé”.

Uno scambio continuo e proficuo, che fa bene in una circostanza senza precedenti. Perché, come ricorda la professoressa, “se è inevitabile che il pensiero vada alla peste manzoniana, un fenomeno del genere nel mondo attuale e globalizzato è un inedito assoluto”.

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