Difendersi

La fantasia dei lestofanti è quasi ....indiscutibile. Ne inventano di cotte e di crude per giungere allo scopo; cioè rubare. Di riflesso, anche la fantasia del Cittadino deve progredire; altrimenti si soccombe e basta

Gianluigi Marcora

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La fantasia dei lestofanti è quasi ….indiscutibile. Ne inventano di cotte e di crude per giungere allo scopo; cioè rubare. Di riflesso, anche la fantasia del Cittadino deve progredire; altrimenti si soccombe e basta.

Adesso “va di moda” chi bussa o suona il campanello di casa, millantando un intervento per la Festa del paese o del rione, chiedendo semplicemente il permesso per una “verifica” senza chiedere nulla. Solo che, la ….verifica ha un indirizzo non certo auspicato, ma punta dritto alla scoperta dei preziosi in casa, soldi compresi.

C’è di più: la “verifica” contempla poi un “inventario” della dislocazione dei mobili e di quanto può incutere interesse per un’azione delittuosa. Guarda caso, gli orari d’intervento, spaziano dai momenti del dopo pranzo o quelli di prima della cena. Le scorribande notturne, poi sono sotto esame e avvengono dopo l’inventario delle “mosse” degli abitanti.

Come diceva quel tale: “qui lo dico e qui lo nego“, nel senso che il Cittadino non può sempre soccombere e nemmeno deve sottostare a certe Leggi che impartiscono inviti scellerati, come a dire al “ladro” quali intenzioni ha. Ci manca solo che venga imposto al Cittadino di “chiedere” al ladro se volesse un caffè o magari se sta usando mezzi di scasso o solamente ….ruba per bisogno.

Noi auguriamo a chi fa queste Leggi di avere una “visita” di costoro, poi di discutere di nuovo, là dove la Giustizia dovrebbe tutelare il più debole (il Cittadino) nei confronti del più forte (il ladro).

Detto ciò, cominciamo con la solita raccomandazione: non far entrare in casa lo sconosciuto e appena “uno” suona il campanello di casa, “far gente” o almeno avvisare il vicino di casa o i Carabinieri di questa “visita” inopportuna. In casa propria non deve entrare senza preavviso, nemmeno il prete a benedire la dimora. …. sta a vedere che adesso abbiamo “consigliato” a qualche balordo di truccarsi da prete e andare in giro per Natale a benedire le case.

Fa specie che a Busto Arsizio e Comuni del Medio Olona, troppi casi di raggiro colpiscono la gente perbene. Fa specie, anche per il fatto che certi “personaggi” sembrano credibili e la buona creanza a volte stuzzica la voglia di far del bene.

Oggi, occorre “parare il colpo” e, per farlo, meglio prendersi del maleducato, invece del “babbione“. Non aggiungo altro, se non il “NO” deciso a ogni visita di persone sconosciute e un “NO” deciso a chi vorrebbe entrare in casa per ….spegnere il fuoco, controllare l’acqua diventata rossa, l’eternit in cortile, il contatore della luce, del gas e nemmeno il ….gas di scarico della vettura.

Ci si deve difendere e (qui lo ridico e qui lo rinnego) meglio tenere a portata di mano, almeno una scopa, per mostrarsi “armati” o almeno credibili (come il ….Piave) che “qui, non passa lo straniero” e….lo straniero è semplicemente lo sconosciuto, senza questioni di razzismo.

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