Copyingroup Srl
Digitalizzo, dunque sono (accarezzando la… carpa)!

Conoscere Mauro Vitiello, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese, significa entrare in contatto con una persona carica di passione, entusiasmo, idee nuove, progetti innovativi...

Luciano Landoni

CARONNO PERTUSELLA

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Conoscere Mauro Vitiello, classe 1979, il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese, significa, fra le altre cose, entrare in contatto con una persona carica di passione, entusiasmo, idee nuove, progetti innovativi; capace di introdurti nel mondo di una particolarissima categoria economica: quella che potremmo definire l’economia “delle emozioni”.

La sede fisica di Copyingroup Srl, a Caronno Pertusella, è essa stessa una cornucopia simbolico-emozionale: circondata in parte da un grande acquario dove nuotano delle carpe di ragguardevoli dimensioni (“La carpa, secondo la cultura giapponese, che io amo molto – ci spiega Mauro, mentre si china a bordo vasca per accarezzarne un esemplare particolarmente grosso -, simboleggia la perseveranza, la forza di volontà, la voglia di fare”), arredata con uno stile che è un misto fra vintage (un calciobalilla, la poltrona del barbiere dove Mauro si sedeva per farsi tagliare i capelli) e proiezione verso il futuro (la struttura è stata realizzata in legno secondo i criteri più avanzati di eco-sostenibilità e risparmio energetico), senza dimenticare il benessere delle persone (ci sono una palestra e una sauna sempre a disposizione dei dipendenti) che lavorano in piena libertà in un open space luminoso e motivante (sulle pareti abbondano scritte del tipo “Siate affamati, siate folli”: copyright Steven Jobs).

“Le persone devono essere messe in condizione di dare il loro meglio, senza vincoli e senza costrizioni. I nostri sono orari flessibili, ognuno si deve sentire incentivato a pensare e lavorare dove e quando meglio crede”, dice con assoluta naturalezza e granitica convinzione Mauro Vitiello.

Copyingroup Srl – più di 30 dipendenti e un fatturato annuo che supera i 4,5 milioni di euro – si occupa della digitalizzazione dei documenti (dalla mail alla fattura) che ogni tipo di organizzazione (dall’agenzia assicurativa all’azienda industriale) produce quotidianamente.

“Di solito – spiega Mauro Vitiello -, il documento ‘nasce’ in digitale ma poi ‘arriva’ sotto forma cartacea. Il nostro obiettivo è farlo ‘morire’ in digitale. Pensi al software che sta dietro al tablet dove si firma in banca, oppure alla documentazione digitalizzata presente in ambito medicale. Pensi anche ai grandi risparmi possibili: i costi al metro quadrato di un archivio tradizionale sono molto elevati. Tanti fra i miei colleghi imprenditori – continua – sono così impegnati a guardare verso il mercato interno ed estero, da prestare poca attenzione a quello che succede dentro la propria azienda”.

La “vocazione imprenditoriale” di Mauro è stata favorita e alimentata dall’esempio e dagli stimoli provenienti da suo padre Domenico.

“Sì, è proprio così. Mio padre ha iniziato la propria attività come venditore delle fotocopiatrici Agfa, verso la fine degli anni ’70. Poi si è messo in proprio e nel 2002-2003 mi ha chiesto di entrare in azienda per gestire con lui l’evoluzione dei sistemi di fotocopiatura: vale a dire le fotocopiatrici ‘collegate’ in rete. Da lui ho sempre ricevuto delle sollecitazioni positive, gli insegnamenti che ho ricavato dalla sua esperienza sono stati fondamentali. La cosa più importante che ho imparato è che non ci si deve limitare a gestire l’eredità paterna. Mio padre adesso è un pensionato felice di 71 anni con cui continuo a confrontarmi”.

In che senso non è sufficiente “gestire l’eredità paterna”?

“Nel senso che non si deve correre il rischio di adagiarsi, di limitarsi a gestire il presente. Bisogna anche provare a immaginare il futuro! Dalla fotocopia alla stampa della medesima alla digitalizzazione di tutto il processo. Ecco cosa intendo quando sostengo che non ci si deve accontentare di ‘portare avanti’ quello che è stato fatto da altri. Io non mi sento di … giocare sempre e solo in difesa. I giovani devono anche ‘osare’, immaginare e percorrere strade nuove. Io e i miei collaboratori cerchiamo di farlo tutti i giorni e, cosa ancora più importante, aiutiamo altri giovani a farlo …”

Ossia?

“Credo sia strategica l’attività di scouting dei talenti. Noi apriamo letteralmente le porte ai giovani con idee nuove e li aiutiamo a concretizzarle. Attualmente lavorano con noi un paio di ingegneri che si prefiggono di ‘stoccare’ la corrente elettrica mediante dei ‘contenitori’ particolari, vale a dire delle auto, così da poter trasportare ovunque la ‘merce energetica’. Entro la fine del 2018 potremo contare su una flotta di una trentina di automobili elettriche, per adesso ce ne sono 4 in funzione. Un’altra attività che abbiamo favorito e che ospitiamo è quella di due altri giovani che stanno sviluppando soluzioni nuove nel campo del web marketing e della digital agency. Stiamo inoltre allestendo un particolarissimo laboratorio di oltre 150 metri quadri all’interno del quale sperimenteremo tutte le notevoli potenzialità che in termini di progettualità la cosiddetta ‘realtà aumentata’ è in grado di offrire. A me interessa entrare in contatto con le ‘menti d’opera’; mi interessa così tanto che finanzio anche i loro percorsi formativi pagando loro le tasse universitarie. Lo sto facendo con un ragazzo che sta studiando informatica all’Università Bicocca. Un’altra cosa in cui credo moltissimo è l’eco-sostenibilità: l’edificio nel quale ci troviamo, con una superficie di oltre 1.000 metri quadri, ha un costo energetico annuo pari a 1.000 euro. L’obiettivo è quello di azzerare i costi”.

La provincia di Varese è, economicamente parlando, un’area manifatturiera. In che misura impattano i vostri servizi in una simile realtà socio-economica?

“Direi in misura molto rilevante. Tenga conto che il 40% dei nostri clienti (dalle agenzie di assicurazione alle multinazionali) si trova proprio in provincia di Varese, un 30% opera in provincia di Como e il 30% restante è in provincia di Milano”.

Di cosa c’è veramente bisogno per (ri)scatenare la ripresa, una ripresa consistente e non dello zero virgola qualcosa …?

“Occorre ridurre il gap che c’è fra amministrazione pubblica e attività imprenditoriale. Per realizzare fisicamente questa sede c’è voluto un anno e ce ne sono voluti 4 per ottenere tutti i permessi necessari! Qualcosa di illogico, di assurdo! La zavorra burocratica è insopportabile”.

Come si sta chiudendo il 2017?

“Quest’anno sarà il migliore degli ultimi 10! Abbiamo lavorato di meno e abbiamo prodotto di più, molto di più! La flessibilità lavorativa è uno dei nostri punti di forza. Mi piace dire che l’azienda deve essere intesa come una ‘biblioteca’ dove parlare, fare riunioni, confrontare progetti in totale libertà e senza schemi d’orario fissi. Le nostre porte sono sempre aperte per il semplice motivo che la mente è un po’ come un paracadute: funziona solo se si apre!”.

Carpe diem, anzi, per essere più in sintonia con l’ambiente: accarezza la carpa e persevera nel tuo progetto di crescita!

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