Eccezionale scoperta scientifica
Il dinosauro più antico al mondo viveva in provincia di Varese

Jurassic Park in provincia di Varese? No, non si tratta della nuova location dell’ennesimo film dedicato ai dinosauri, stavolta abbiamo a che fare con la scienza

Luciano Landoni

VARESE

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Jurassic Park in provincia di Varese?

No, non si tratta della nuova location dell’ennesimo film dedicato ai dinosauri, stavolta abbiamo a che fare con la scienza.

Più esattamente, con la paleontologia.

I paleontologici italiani hanno scoperto che il più antico dinosauro predatore di grandi dimensioni proviene dalle Alpi lombarde.

I nostri scienziati hanno svelato il più vecchio ceratosauro del mondo, che anticipa la comparsa dei grandi dinosauri predatori di ben 25 milioni di anni.

Il team guidato da Cristiano Dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano, la più importante istituzione scientifica del Comune di Milan, non poteva “celebrare” meglio il 180° anno di vita del Museo.

I dinosauri carnivori risalenti al Giurassico inferiore sono molto pochi e in genere sono di piccolo dimensioni: Saltriovenator zanellai, invece, nuovo genere e nuova specie pubblicati oggi da uno studio tutto italiano sulla prestigiosa rivista scientifica PeerJ, è il più antico ceratosauro del mondo e il più grande (una tonnellata) dinosauro predatore del Giurassico inferiore (Sinemuriano, circa 198 milioni di anni fa). L’eccezionale reperto, che rappresenta anche il primo dinosauro giurassico italiano, fu scoperto per caso nel 1996 da un appassionato di fossili in una cava di Saltrio (Varese), a circa 80 km da Milano. Molte ossa di Saltriovenator presentano “rosicchiature” e altre tracce prodotte da invertebrati marini, mai trovate su ossa di dinosauro. Ciò indica che la carcassa dell’animale andò alla deriva e poi si depositò sul fondo del mare, dove rimase a lungo prima di essere sepolta dai sedimenti.

“Sebbene frammentario, lo scheletro di Saltriovenator mostra un mosaico di caratteri anatomici ancestrali e derivati, che si trovano rispettivamente nei dinosauri con mani a quattro dita, come i dilofosauri e i ceratosauri, e nei teropodi tetanuri che hanno mani con tre dita, come gli allosauri”, dice  Cristiano Dal Sasso, che ha riassemblato e studiato il fossile per diversi anni. “L’analisi paleoistologica delle ossa indica che Saltriovenator era un individuo subadulto ancora in crescita, pertanto la sua taglia stimata è davvero impressionante, nel contesto del Giurassico inferiore”, precisa  Simone Maganuco.

“La ‘corsa agli armamenti’ tra predatori più possenti e dinosauri erbivori sempre più grandi era già iniziata 200 milioni di anni fa”. L’evoluzione della “mano” degli uccelli a partire dai loro antenati dinosauriani è ancora dibattuta, ma certamente avvenuta. Con i suoi 198 milioni di anni, il dinosauro di Saltrio apre una finestra sul loro passato più remoto.

“La possente mano a quattro dita di Saltriovenator – osserva Andrea Cau –  colma un vuoto nell’albero evolutivo dei teropodi: i dinosauri predatori persero progressivamente il mignolo e l’anulare, acquisendo la mano a tre dita che poi negli uccelli diventò ala”.

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