Legittima difesa
Diritto, non incongruenza

Chi paventa l’escalation delle armi, sappia che io non condivido. E che non sarò mai un cliente di un’armeria. La “Legittima Difesa” è un Diritto e non un’incongruenza...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Di acquistare un’arma, nemmeno ci penso. E’ contro i miei principi e nemmeno vado al “tiro a segno” per diletto. Tuttavia, sulla nuova Legge riguardante la “Legittima Difesa” desidero dire la mia, senza minimamente scalfire le opinioni degli altri. Che, ovviamente, rispetto. La Legge – secondo me – (ed è la prima volta) tutela la Proprietà privata e il legittimo Proprietario. Che si deve difendere, per l’appunto. Il “come” lo scrivo tra un po’. Prima metto in evidenza un convincimento… atavico. Così, tanto per farmi comprendere meglio.

Da ragazzo mi hanno fatto fare il “batèn” che (nel Dialetto Bustocco) è semplicemente il giovane che accompagna i cacciatori in una battuta tra i boschi e ha l’incombenza di entrare nella boscaglia a far rumore. Proprio così; il “batèn” doveva “battere” con un legno, non solo nella radura, ma doveva entrare come un esploratore tra i rovi, le robinie, i cespugli che un bosco “vero” può donare, con lo scopo di stanare la selvaggina. Sentivi (quasi) il lamento degli uccelli che fiutavano il pericolo e scappavano via. Anche le lepri, spaventate cercavano un rifugio dove posarsi. I fagiani, un po’ uccelli e un po’ gallinacei si sbattevano qua e là, prima di prendere il volo e cercavano di non soccombere. A chi? Ai cacciatori, ovvio. I quali, erano in agguato per il lavoro svolto dal “batèn” e si mettevano a sparare. Col risultato di mietere vittime e di riempire il carniere del “raccolto”.

Già così, mi sembrava crudele e già da allora ho cominciato a odiare le armi e (mi perdonino gli appassionati) a non vedere di buon occhio caccia e cacciatori. Solo che un triste giorno, ho avuto un’esperienza brutale in qualità di “batèn“: mentre facevo casino nel bosco, un leprotto mi ha guardato incredulo della mia cattiveria e non è fuggito. Lo stavo soccorrendo con la mano, fino a quando, uno sparo lacerò l’aria, il leprotto venne squartato e io ero a non più d’un metro dalla vittima. Ero un ragazzo e provai una paura fottuta che ancora fa parte dei miei ricordi. Lo dissi a mamma che, per giunta, non sapeva della mia bravata di “batèn“. Non vi dico la sua… reazione. Successe nulla, ma il cacciatore raccolse il “bottino” e nemmeno si curò di dirmi come stavo. Oh sì, era della compagnia, mi conosceva, ma intuitivamente deve aver pensato che ero conscio del rischio. Fu l’ultima volta che feci quel “mestiere” anche se in cambio avevo ricevuto una buona mancia.

Torniamo alla “Legittima Difesa“: niente armi per me, ma sì tutela della mia privacy, con annessi e connessi. Per dire che, nella mia abitazione possono entrare tutti, a patto suonino il campanello e si facciano riconoscere. Sta a me decidere di dire “avanti” o di aggiungere “no, grazie” come per i Testimoni di Geova. Quindi, chi entra in casa mia (giardino e cortile compresi) sappia che mi difendo. No, non con le armi. Il rapinatore o il ladro è già armato. E’ inutile lo faccia anch’io. Lui è in vantaggio e il “duello” non mi piace. Tuttavia, devo devo devo difendermi. Come? Qualche “accorgimento” l’ho già messo in atto. Chiaro che non lo svelo. Però un suggerimento lo voglio dare (fa parte di un’azione di “prevenzione” che ho già messo in opera). Un mattarello l’ho dislocato in un posto strategico e una sbarra di ferro l’ho messa in un altro… poi ci sono in giro le poltrone e qualche mobiletto di facile presa, i vasi dei fiori, i quadri. Qualche bottiglia colma di vino non è solo in… cantina, ma è facile da prendere. Un monile, una statuetta, la si può impugnare, all’occorrenza. Non svelo altro. Il mariuolo potrebbe prendere le contromisure. Almeno una piccola “trappola”, poi l’ho adottata e mi sembra niente male.

Di certo, l’usurpatore non avrà una buona accoglienza a entrare di sottecchi nella mia proprietà; non gli devo offrire un caffè e nemmeno gli devo chiedere come stai o come va la famiglia. So che se trovo qualcuno indesiderato in casa mia o nella mia proprietà, lo valuto solo e unicamente da nemico, alla faccia dell’accoglienza o della “fame nel mondo”.

Sino a prima della Legge sulla “Legittima Difesa“, adottavo le stesse misure. Mi avrebbero incriminato nel caso avessi usato una reazione violenta? D’accordo, sarei finito in galera. Ora che posso (per Legge) difendermi, quanto meno (prego Dio non succeda mai) ho la Legge dalla mia parte, a cui appellarmi e che mi tutela. Dunque: chi paventa l’escalation delle armi, sappia che io non condivido. E che non sarò mai un cliente di un’armeria. La “Legittima Difesa” è un Diritto e non un’incongruenza.

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