Il direttore di Federmeccanica in visita alla BTSR Spa
“Dobbiamo sconfiggere la cultura anti-industriale per difendere il made in Italy”

Stefano Franchi è convinto che “sia sufficiente raccontare le eccellenze produttive del made in Italy” per contribuire a diffondere una “cultura pro-impresa” in grado di contrastare e sconfiggere la “cultura anti-industriale ancora presente nel nostro Paese”

Luciano Landoni

OLGIATE OLONA

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Stefano Franchi è il direttore generale di Federmeccanica ed è profondamente convinto che “sia sufficiente raccontare le eccellenze produttive del made in Italy” per contribuire a diffondere una “cultura pro-impresa” in grado di contrastare e sconfiggere la “cultura anti-industriale ancora presente nel nostro Paese”.

“Le imprese creano valore e diffondono i valori del lavoro, dell’impegno, della passione di chi è orgoglioso di fare al meglio ciò che fa ogni giorno – sostiene con un pathos (quasi) filosofico -; dobbiamo sconfiggere lo stereotipo dell’imprenditore ‘padrone’, l’imprenditore è una persona che interagisce con altre persone”.

Parole che scaturiscono dal cuore, oltre che dalla mente, e che gli sono state ispirate dalla visita condotta all’interno della BTSR International Spa di Olgiate Olona, azienda elettronica hi-tech specializzata nella progettazione e costruzione di sensori per il controllo qualità in tutta la filiera produttiva del settore tessile (e non solo), fondata nel 1979 da Tiziano Barea: imprenditore dalle molteplici passioni (la coltivazione della terra finalizzata alla produzione di vini di qualità pregiata e i cavalli), fermamente convinto che innovando continuamente si possa “costruire il futuro” e vice presidente dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese.

“Dico sempre a tutti i miei collaboratori – ha esordito Tiziano Barea illustrando a Stefano Franchi le varie fasi del ciclo produttivo di BTSR – che dipendiamo da noi stessi e che dobbiamo sempre cercare di essere creativi senza mai combinare pasticci. Il prodotto che realizziamo – ha aggiunto – deve conferire ‘piacere’ a chi lo utilizza, deve essere ‘bello’ da vedere e anche da toccare”.

Una filosofia di pensiero e d’azione che permette a BTSR International di essere un’azienda leader a livello mondiale con poco meno di 30 milioni  di fatturato annuo, 700.000 euro investiti mediamente nell’arco dei dodici mesi (“Con picchi che arrivano anche a 2,5 milioni di euro – ha sottolineato Barea – quando innoviamo completamente il ciclo produttivo”), 500 brevetti internazionali depositati, linee produttive fra loro integralmente automatizzate e interconnesse che hanno anticipato l’Industria 4.0 e all’interno delle quali la “intelligenza artificiale” è sempre stata una costante.

“Il nostro personale è la nostra grande forza e crea autentico valore aggiunto alla produzione attraverso le proprie straordinarie competenze. I robot non fanno altro che occuparsi del lavoro alienante”, ha spiegato Tiziano Barea accanto ad un macchinario ultra-avanzato capace di assemblare 400.000 componenti elettroniche nell’arco di un’ora.

Un’altra delle tante “meraviglie tecnologiche” di BTSR è una macchina, originariamente concepita per il settore della maglieria, capace di fabbricare delle scarpe sportive.

“La tecnologia che abbiamo sviluppato nel comparto specifico dei fili, compresi quelli metallici, ci permette di realizzare cose che sarebbero state impensabili anche solo qualche anno fa”, ha puntualizzato il vice presidente di UNIVA.

“Gli investimenti continui in progettazione e sviluppo – ha precisato – ci permettono di rendere ‘attraenti’ i nostri prodotti”.

Al termine della visita aziendale, Stefano Franchi, rivolgendosi ai giornalisti presenti, ha voluto rimarcare la straordinaria “capacità di fare” delle imprese metalmeccaniche italiane.

“L’area produttiva rappresentata da Federmeccanica – ha osservato –  garantisce l’8% del Prodotto interno lordo nazionale e il 50% dell’export italiano nel mondo”.

Quali sono, gli abbiamo chiesto, le prospettive nel breve-medio periodo?

“Ci troviamo ancora in una fase di profonda incertezza. Non ci sono segnali di una crescita solida e continua. Dobbiamo ancora recuperare almeno un 20% della produzione pre-Grande Crisi. Le tensioni protezionistiche presenti sui mercati internazionali di certo non aiutano. BTSR è senza alcun dubbio un’azienda di frontiera capace di guardare avanti e di conquistare il futuro. Dobbiamo fare in modo che ce ne siano molte altre”.

Come?

“Attraverso politiche industriali mirate. Dobbiamo, prima di subito, (ri)mettere al centro il settore manifatturiero. Tutti ne devono essere consapevoli. Il governo in primis. Solo così potremo diffondere benessere ed essere attenti alle esigenze reali delle persone. Lo considero un vero e proprio impegno culturale che viene addirittura prima del nostro impegno contrattuale!”.

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