Sarà opportuno esercitare lo “stile bustocco”
Dove si andrà a finire?

Dove si andrà a finire, non si sa. Di certo, non nel migliore dei modi. Quanto si perde la visione del problema o dello “stile bustocco”, la prospettiva è deprecabile e non tanto civile

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Dove si andrà a finire, non si sa. Di certo, non nel migliore dei modi. Quanto si perde la visione del problema o dello “stile bustocco“, la prospettiva è deprecabile e non tanto civile.

Fatti, non  parole. Il postino che butta la corrispondenza nel bosco. Il politico criticato per un ciuffo d’erba strappato. Il cane legato col fil di ferro nei pressi del canile. Le “notti brave” a Sant’Anna. L’abusivismo “scoperto” nei pressi delle “Nord” proprio dietro il Teatro Sociale. Chi fa pipì per strada. Chi imbratta muri e piazze con la spudoratezza (e l’ignoranza) di chi pensa di farla franca.

Dicevamo “stile bustocco” e forse in parecchi se lo sono dimenticato.

Si diceva “roba in cumògn, roba da nisògn” (roba in comune, roba di nessuno) che i nostri vecchi dicevano con categorica precisione di avere a cuore, mentre ora sono in pochi a volerla…..difendere.

Si parla di posti di lavoro precari o inesistenti e c’è chi ce l’ha, il lavoro e lo butta via, come ha fatto il ragazzo con un contratto stagionale con le Poste. La pochezza del suo stupido comportamento che l’ha portato a un reato (soppressione di pubblica corrispondenza – art. 616 Codice Penale) va sommato all’indifferenza dell’agire. Come può pensare, quel ragazzo, di farla franca, quando in città nulla sfugge all’occhio dell’attento cittadino?

Non è una ragazzata, diciamolo. E’ piuttosto frutto di incoscienza e di mancata educazione. Che portano dritto al …. chissenefrega, “tanto sono più furbo degli altri”. Poi si cresce così, senza la “certezza della pena” di cui (specie l’Italia) il mondo è pieno.

Non ci ho trovato nulla di deprecabile nel sapere di Livio Pinciroli (Consigliere comunale della Lega Nord) alle prese con le erbacce tolte dal pubblico terreno. Ci ho trovato invece a ridire sulla “accusa” che gli hanno mosso quelli del Comitato capitanati da Adriano Landoni, secondo cui il “ciuffetto d’erba” è un’inezia rispetto ai “gravosi problemi che assillano la città“. Scusate, ma qui ci metto ….Ennio Flaiano quando scrive (ha scritto) che “se la situazione non è tragica, diventa comica“. Confesso che pur non essendo politico e nemmeno …. provocatore, quando giro per il Cimitero e ci trovo cartacce o “resti di fiori” o fazzoletti di carta “dimenticati” dove si passa, li raccolgo. Non tutti (per carità), ma una certa parte, sicuramente. Ecco: lo facesse anche altra gente, il Cimitero avrebbe maggior decoro e nessuno ci scambierebbe per netturbino.

Non è che la “roba in comune” autorizza il Cittadino a pretendere (e basta), ma sarebbe di buon esempio nei confronti dell’Autorità Pubblica che spesso non agisce o mette “paletti” su quel che deve compiere “uno” e quel che deve fare “un altro”. Lo “stile bustocco” catechizza il buon senso e non è disdoro per chi “dà una mano” al normale lavoro. Meglio un’azione di ….diecimila ipotesi.

Altrimenti si va a fare spallucce sul “cane legato col fil di ferro” e abbandonato senza viveri nei pressi del canile “tanto qualcuno lo vedrà“. E si fanno spallucce su chi i cani non li accudisce “col sacchetto in mano” e si mette alla pari con chi “espande pipì” in giro, incurante di buon gusto o di decoro personale.

Su quel che avviene a Malpensa Fiere si sono buttati fiumi di parole. Divertirsi è lecito; il rispetto per gli altri …pure. E lasciamo stare chi imbratta le aiuole, chi ci fa l’amore sopra, chi si ubriaca, chi lascia in giro bottiglie vuote e chi fa il comodo proprio (non solo pipì) senza introdurre nel cranio il cervello che dovrebbe essere “allacciato” per vie naturali. Dunque: ripristinare le regole di “buon vicinato” con multe ai trasgressori, con orari decenti per assaporare musica e per dormire. Giusto lavorare, giusto divertirsi, giusto rispettare la decenza. Si può concertare il tutto? SI! Certo che SI!

Sul “degrado” dietro il Teatro Sociale c’è qualcosa di… atipico. In troppi ci hanno parlato sopra, ma nessuno ha agito mai. Si dia attuazione ai progetti depositati in Comune e si scelga (con precise garanzie di Legge) a chi affidare l’ammodernamento di quel “pezzo” di città (per non andare a finire come la cosiddetta sede della Caserma dei Carabinieri che è diventata nuova-obsoleta). Tra poco sarà settembre e incombono sia il Natale sia il Nuovo Anno. Sarà opportuno esercitare lo “stile bustocco“. I soldi ci sono (o si trovano).

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