Intervista all’imprenditore Agostino Molina, l’ispiratore del Manifesto del Futuro
“È dovere di noi imprenditori investire nei giovani”

È stato Agostino Molina l’ispiratore ideale del Manifesto del Futuro-Decalogo per il Futuro che ha fatto da filo conduttore della 10^ edizione del Premio letterario Mille e… Una STORIA

Luciano Landoni

CAIRATE

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Agostino Molina, classe 1952, imprenditore di 4^ generazione, è il presidente della Molina & C. Spa di Cairate: un’azienda che ha 130 anni di storia e che è leader mondiale nella lavorazione delle piume d’oca (ogni giorno gli stabilimenti della Molina trattano qualcosa come 12,5 tonnellate di materia prima).

Il suo mantra imprenditoriale si condensa nel binomio innovazione e giovani. È stato Agostino Molina l’ispiratore ideale del Manifesto del Futuro-Decalogo per il Futuro che ha fatto da filo conduttore della 10^ edizione del Premio letterario Mille e… Una STORIA.

“I veri protagonisti del Futuro sono i giovani”, afferma con convinzione. “I giovani sono la risorsa più preziosa che abbiamo. La risorsa umana – aggiunge Agostino Molina – è sicuramente il problema più radicale per le nostre imprese. E’ tempo dunque per noi imprenditori di metterci in gioco: dobbiamo insistere e investire pesantemente nelle risorse umane. Dobbiamo investire nei giovani!”.

Presidente, ci spieghi il perché in due parole.

“È in gioco l’avvenire dell’intero sistema Paese. I nostri giovani non devono andare all’estero per trovare un lavoro. Dobbiamo dare loro l’occasione per restare qui, in Italia. Smettiamola di lamentarci delle cose che non funzionano, dei politici. Lo facciamo da almeno 40 anni ed è cambiato forse qualcosa? Direi proprio di no. Dobbiamo cambiare registro. Abbiamo bisogno di giovani curiosi, creativi, motivati. E’ così che si alimenta una visione vincente di Futuro”.

Lei ha ispirato il Manifesto del Futuro-Decalogo per il Futuro, adesso sta gettando le basi di quello che potremmo chiamare un Progetto Giovani?

“Sì! Vorrei che tanti miei colleghi imprenditori condividessero questo Progetto. Mi piacerebbe che se ne facesse promotrice la stessa Unione degli Industriali di cui faccio parte da tanti anni. Io, come si dice in questi casi, mi metto a disposizione. Mi auguro che facciano la stessa cosa tanti altri colleghi imprenditori. I processi di ricerca e innovazione passano attraverso le persone, passano attraverso il loro entusiasmo, la loro curiosità, la loro passione, passano attraverso la loro preparazione. Ecco perché la formazione è un fattore assolutamente fondamentale. Abbiamo un grandissimo bisogno della passione, della curiosità e dell’entusiasmo dei giovani. Vorremmo ragazzi ben preparati e formati dalla Scuola. Accanto alle idee giovani ci devono essere anche i sogni, le passioni. E’ da queste basi che nascono le aziende di successo”.

Un nuovo Rinascimento imprenditoriale, pare di capire?

“La Scuola ha il compito fondamentale di stimolare i talenti. Si tratta di una mission che deve impegnare al massimo anche noi imprenditori! E’ perfettamente inutile scaricare responsabilità o cercare alibi, quello che dobbiamo fare è credere nei giovani e incentivarli ad essere innovativi e creativi”.

Ossia, detto in parole ancora più chiare?

“Noi imprenditori dobbiamo essere propositivi verso il sistema Paese, senza lamentarci in continuazione dello stesso. Il Progetto Giovani mi sembra il modo migliore per passare dalle parole ai fatti. L’ho già detto e lo ripeto: i nostri giovani devono essere messi in condizione di guardare con fiducia al loro Paese, senza essere costretti a guardare all’estero. Mi rendo conto di quanto sia difficile, oggi, pianificare il futuro e quindi investire. Però, al netto di tutte le difficoltà, è nostro dovere, come imprenditori, investire nelle persone. Anzi, per essere ancora più preciso: nei cervelli. La curiosità, l’immaginazione, la creatività, la passione sono le chiavi per aprire le porte del futuro e conquistarlo. Proprio come dice il comandamento numero 1 del Manifesto del Futuro-Decalogo per il Futuro che ho illustrato lo scorso 29 novembre, in occasione della cerimonia delle premiazioni di Mille e … Una STORIA”.

Ci risulta che lei prediliga anche un altro comandamento.

“In effetti, mi piace moltissimo anche il numero 5: gli uomini imparano finché vivono, le aziende vivono finché imparano. Così come sono affascinato dal tema dominante che caratterizzerà l’edizione 2020 del Premio letterario Mille e… Una STORIA”.

Vale a dire?

La passione fa 40! Mi piace molto. Ognuno di noi dovrebbe individuare la propria passione nei vari ambiti della vita, compreso ovviamente quello lavorativo, e darsi da fare per assecondarla, senza mai tradirla. E’ così che si può/deve costruire il domani. Non vedo altri modi. Enrico Mattei diceva che il Futuro è di chi se la sa immaginare, di chi se lo sa inventare. Sono perfettamente d’accordo. Penso possa essere l’11° comandamento”.

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