GIOCO D'AZZARDO E TERMOVALORIZZATORE
Due problemi

Gianluigi Marcora

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Due problemi importanti scuotono il “Palazzo”: Termovalorizzatore e Gioco d’Azzardo. Ne parlano a “UNO mattina” (Rai – 5 febbraio scorso) e in Regione Lombardia (5 febbraio scorso). Per non unirci nella retorica, vediamo di ….dissacrare i due problemi, rendendoli logici e attuabili. Un po’ come facevano i nostri vecchi quando si era alle prese col “vizio” e con il modernismo a tutti i costi.

Col “vizio” si fa una campagna denigratoria alle cosiddette “macchinette” che pullulano nei negozi pubblici (bar e locali che accettano scommesse di ogni tipo). Fioccano i divieti e le limitazioni, ma …il gioco non vale la candela. Un po’ come quando si era ragazzi e si provava a fumare. Ovviamente di nascosto dalla famiglia e con circospezione, nei luoghi pubblici. Il cinema era il posto adatto (quando non era vigente il divieto), ma si stava attenti a non farsi scoprire sia dai familiari sia da chi era “preposto” a fare la spia.

Non tiriamola lunga: se veramente si vuole penalizzare il “vizio” lo si deve proibire, sanzionare e non limitare. Chi, dal “vizio” ne fa un mestiere, allora è necessario imporgli la dovuta tassa. Ecco il problema: lo Stato fa del “vizio” una fonte di entrata e deve decidere: o penalizzare il “vizio” oppure reprimerlo. Non deve dire che “il fumo fa male” poi vendere le sigarette a tutto spiano (regime di monopolio).

Per le “macchinette” è quasi l’identica cosa: o le mette fuori dal gioco oppure non deve rilasciare licenze. Meno che meno, lo Stato non può porre dei limiti che in realtà possono essere raggirati con estrema facilità che produce un danno superiore della beffa, come avviene per gli alcoolici in discoteca.

Il “terzo elemento” arriva dalle famiglie. Il rischio di chi gioca d’azzardo è alto; molto alto. Ci si adegui. Si può tenere d’occhio il familiare che sperpera i denari al gioco e non si deve aspettare che lo stesso si macchi di ludopatia. Per dire che, il vizio lo si deve perdere. Non può lo Stato, senza gli opportuni divieti (non i correttivi) mettere dei “paletti”. O si vieta il vizio del gioco, delle sigarette, dell’azzardo oppure non lo si limiti. Spetta alla famiglia vigilare. E qui ci mettiamo pure il vizio della droga.

Ho letto su l’Espresso che nel 2017 la media pro-capite spesa per slot e video lotterie è di 1204 Euro – Busto Arsizio su un novero di 7954 Comuni italiani, occupa il posto 1331 e fra i centri con più di 50.000 abitanti, Busto Arsizio occupa il posto 89 su 130 – inoltre, sempre a Busto Arsizio si sono spesi nel 2017 ben 100.43 milioni di Euro e ne sono “rientrati” a favore solo dei vincitori, 76,24 milioni di Euro. Allo Stato sono andati 14,21 milioni di Euro e 9,98 milioni di Euro sono andati ai gestori, concessionari ed esercenti.

Che motivare? Il gioco deve essere un gioco e non un vizio. Chi vuol giocare deve sapere qual è il limite del divertimento. Chi sconfina nel vizio deve pure sapere (ed è drammatico) che la sua colpa non può essere attribuita al “sociale” . Che è come dire: fumi? sappi che può venirti il cancro.

Il problema Inceneritori – Termovalorizzatori l’hanno illustrato a Uno Mattina. Finalmente hanno detto qual è la differenza fra inceneritore e termovalorizzatore (il primo brucia i rifiuti – il secondo, fa lo stesso, ma ricava energia che mette in circolo). In Italia esistono più termovalorizzatori e pochi inceneritori. Entrambi sono dislocati principalmente al Nord (Lombardia, al primo posto, seguono Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna). Nel dibattito s’è parlato ancora della differenza fra “rifiuti e risorse” e soprattutto s’è osservato che in Sicilia, non esistono inceneritori e termovalorizzatori e che il 70% totale dei rifiuti, viene bruciato al Nord.

Non è che adesso tiriamo in ballo il discorso del termovalorizzatore di Borsano, un pensiero facile, arriva. Come bruciamo i nostri rifiuti?  Come tuteliamo la nostra salute e la nostra economia? La risposta per entrambe le domande l’hanno fornita proprio a UNO Mattina: costruiamo Termovalorizzatori moderni che non inquinano, rendono energia pulita e salvaguardano sia la salute sia l’economia.

I rifiuti non si possono mangiare! Nemmeno si possono distruggere i Termovalorizzatori, ma adeguarli alla bisogna, si!

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