Duello verbale

A bocce ferme, vediamo di dare importanza al "duello verbale" del dem Massimo Brugnone, col Sindaco, Emanuele Antonelli. Parole dure, s'intende, senza il minimo rispetto da parte di Brugnone, nei confronti di Antonelli

Gianluigi Marcora

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A bocce ferme, vediamo di dare importanza al “duello verbale” del dem Massimo Brugnone, col Sindaco, Emanuele Antonelli. Parole dure, s’intende, senza il minimo rispetto da parte di Brugnone, nei confronti di Antonelli. Il dem, sicuramente non sa qual è l’importanza della carica di Antonelli e nemmeno sa che Antonelli, per arrivare a ciò, è stato liberamente eletto dalla gente di Busto Arsizio e liberamente incaricato di pilotare la Giunta.

La mancanza (lo scherno) di Brugnone nei confronti di Antonelli, la si riscontra nelle frasi “cominci a fare il Sindaco” e “lei è solo un Sindaco traballante in una maggioranza che cambia componenti in continuazione” che la sua maggioranza è “traballante“. Qui, Brugnone sembra un ….astemio che discorre di vini …di un medico che pensa al congiuntivo scambiandolo per congiuntivite. Come fa – Brugnone a dire “cominci a fare il Sindaco” ad Antonelli, quando lui, appunto Brugnone non sa come si fa a “fare il Sindaco” e le sue supposizioni restano solo sogni che a Busto Arsizio difficilmente si realizzeranno. Anche perchè, Brugnone è in un Partito appena “sfilacciato”, diviso e non si capisce a chi giova dire ad Antonelli frasi simili.

Brugnone (dicono) va con Matteo Renzi, a livello Nazionale…. e a Busto, con chi sta, visto che nel suo interno di PD può contare su pochissimi, risicati amici che poco contano nell’ambito politico? Il “giovane esponente dem” (come l’hanno battezzato), quale esperienza possiede per criticare un uomo che si guadagna il pane lavorando e fa pure il Sindaco (e anche il Presidente della Provincia)?

Snoccioli, Brugnone qualche prerogativa, un traguardo raggiunto, un minimo di esperienza col lavoro; così potrà capire l’importanza del Documento Unico di Programmazione. Brugnone, non solo non sa che “pesci” prendere, ma intinge la penna in un calamaio desueto (per lui). Parla di “green, di ospedale unico e di altri mille problemi che lui stesso non enuncia”, così, a casaccio, leggendo le “veline” di segreteria. Di suo, Brugnone che sa?

Nemmeno raccoglie, Brugnone, l’invito del Sindaco a “presentare i famosi progetti strategici” che a Busto Arsizio farebbero bene e che costringono il Sindaco a replicare “le sue sono prediche stupide“.Poi, un delirio quasi oltraggioso su Busto Arsizio dentro la Provincia di Varese o dentro la Metropoli Milanese. “Saremmo la seconda città della Provincia di Milano” al che, ha risposto doverosamente Paola Reguzzoni che ha ribadito l’importanza di Busto Arsizio: “oggi non avremmo un Presidente della Provincia di Varese, Bustocco” e bene si sa cosa conta Busto Arsizio fra i 126 Comuni della Provincia, anche per la gestione di Gas e Acqua.

Brugnone ha fatto come quel signore che mi ha detto qualche tempo fa “lei chi si crede di essere” e per me è stata la prima volta, sentirmi dire quel ….. epiteto. Ho solo risposto “io sono….non mi credo di essere” e ho solo aggiunto che a 14 anni con tanto di Libretto di Lavoro ho fatto il garzone in tessitura (per 2 anni e 9 mesi) e da lì in poi, lavoro di giorno e scuola di sera. Quindi “non mi sento di essere, ma sono“. Chi invece si crede di essere, lo provi, lo enunci, stili un inventario delle cose fatte, poi raffronteremo Brugnone col Sindaco, il Politico Brugnone col Politico Antonelli.

Qualcosa è cambiato, in Politica. Brugnone non può sapere come si svolgevano certi “Consigli” con Rossi e Celiento; con Cassarri e Uberti Bona ….per esempio, per arrivare ai Castiglioni, ai Borri, ai Farioli. Ecco, prima di uscire con certe “minchiate”, Brugnone dovrebbe documentarsi e soprattutto imparare qual è e cos’è il rispetto per le Istituzione, compreso il suo.

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