Indagine congiunturale UNIVA – 3° trimestre 2019
“Economia ferma, ci vuole un cambio di passo a livello governativo”

L’indagine fotografa una condizione complessiva del sistema industriale locale all’insegna del rallentamento dei livelli produttivi delle imprese, accompagnato da un calo degli ordinativi, soprattutto esteri. Insomma, le cose non vanno bene e più il tempo passa e più si complicano

Luciano Landoni

VARESE

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L’indagine congiunturale elaborata dall’Ufficio Studi dell’UNIVA (3° trimestre 2019) fotografa una condizione complessiva del sistema industriale locale all’insegna del rallentamento dei livelli produttivi delle imprese, accompagnato da un calo degli ordinativi, soprattutto esteri.

Insomma, le cose non vanno bene e più il tempo passa e più si complicano.

Le parole di Roberto Grassi, presidente dell’Unione degli Industriali, sono molto chiare in proposito.

“Anche in questo trimestre dell’anno, purtroppo, siamo costretti a commentare dei dati dell’economia della provincia di Varese all’insegna dell’incertezza, dell’instabilità e della scarsa fiducia nel futuro. Una situazione che ormai si trascina da troppo tempo e alla quale occorre porre subito rimedio.

Il rischio che il rallentamento si trasformi in una vera e propria recessione (anche in relazione alle turbolenze internazionali) è tutt’altro che remoto.

Permangono differenze tra i vari settori dell’economia della provincia di Varese, anche se tutti segnalano un netto calo congiunturale nel trimestre estivo.

La domanda è inevitabile: che fare?

“Certamente l’attuale contesto internazionale non aiuta, ma dal Governo – risponde Roberto Grassi –  ci aspettiamo decisamente maggiore coraggio rispetto a quanto emerso sinora dai contenuti della prossima Legge di Bilancio. Siamo ancora una volta a chiedere a gran voce, un non più rinviabile cambio di passo, che permetta di superare finalmente questa fase di stallo”.

Le aree ad alto tasso di industrializzazione non possono aspettare più di tanto, anzi, hanno già aspettato troppo.

La produzione industriale in provincia di Varese, calcolata misurando la differenza tra la percentuale di aziende che dichiarano un miglioramento congiunturale della produzione e quelle che dichiarano un peggioramento, indica un saldo molto negativo, pari a – 43,8%; anche il grado di utilizzo degli impianti risulta in diminuzione rispetto al trimestre precedente: dall’ 84,9% al 77,8%.

“Le imprese non chiedono favoritismi, ma solo di essere ascoltate e di poter lavorare a pari condizioni, introducendo provvedimenti concreti a partire dalla semplificazione delle norme fiscali e degli adempimenti burocratici, ma anche – sottolinea il presidente dell’UNIVA risolvendo un problema molto sentito come quello del continuo e sempre più insostenibile aumento dei costi dell’energia. Bisogna insomma creare quel clima favorevole – conclude Roberto Grassi che agevoli lo sviluppo delle imprese e che contribuisca a sconfiggere incertezza e instabilità”.

Sotto il profilo della dinamica del portafoglio ordini, la situazione è sostanzialmente simile a quella della produzione, con un saldo negativo delle risposte pari a – 18,6%.

Un calo più marcato è stato registrato per gli ordinativi esteri.

Qualche buona notizia arriva dal mercato del lavoro, dove nel periodo gennaio-settembre 2019 sono state autorizzate il 9,6% in meno di ore di cassa integrazione rispetto allo stesso periodo del 2018.

In sintesi, questa è la situazione dei principali settori dell’economia varesina nel terzo trimestre del 2019.

Il comparto metalmeccanico evidenzia una riduzione dei livelli produttivi e una contenuta dinamicità degli ordinativi, soprattutto esteri, complice il rallentamento dell’automotive; le prospettive per i prossimi mesi sono orientate alla stabilizzazione della produzione.

Il settore moda è quello che presenta il maggior grado di differenziazione al suo interno; la dinamica degli ordinativi è in miglioramento rispetto al trimestre precedente, le previsioni nel breve periodo sono orientate o alla stabilità o alla crescita.

In diminuzione rispetto al secondo trimestre l’andamento della produzione nel comparto chimico-farmaceutico; prosegue quindi il trend al ribasso e le previsioni per i prossimi mesi sono all’insegna della stabilizzazione dei livelli produttivi.

Segnala un calo congiunturale dei livelli produttivi il settore della gomma-plastica, ma le aspettative delle imprese, nel breve periodo, sono orientate ad un aumento della produzione.

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