In questi giorni
Elogi a quello che si è fatto

L’amore per Busto Arsizio arriva con le buone notizie, ma pure “dentro” la critica. Altrimenti se ci dovessimo adagiare solo “col bello e col buono” anche la vita cittadina arriverebbe a noia. Noi (e lo ribadiamo) amiamo la città e doverosamente dobbiamo analizzare quel che si fa (e talvolta quello che non si fa)...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Come la mettiamo con i verbali della Polizia Locale di Busto Arsizio redatti in questi giorni di controllo attraverso la OCR che è una macchina speciale dotata di telecamere che leggono le targhe degli autoveicoli e le raffronta con la black list (lista nera) di chi non è in regola con controlli e assicurazione? Noi critichiamo talvolta certe “inadempienze” del Comune, ma quando c’è da elogiare “qualcuno” qui lo facciamo. Per il bene della città, ma pure a tutela del Cittadino e del vivere civile.

L’impegno dell’Assessore Max Rogora qui è eloquente. Ha sguinzagliato le pattuglie per il Circondario per i meticolosi controlli “al volo“, ma pure ha tratto dalle OCR certe “risposte” da far spavento. Ad esempio, 20 automobilisti non hanno revisionato la propria vettura nei termini leciti e legali e taluni di questi nemmeno si sono degnati di sottoscrivere la polizza assicurativa della loro vettura. C’è poi un caso limite di un signore che aveva il Certificato di Revisione “vecchio” di 7 anni e la Polizza assicurativa mai rinnovata. Risultato? Vettura sotto sequestro e ammenda di 5 mila Euro; più o meno l’ammontare del costo che l’automobilista avrebbe sostenuto se si fosse messo in regola “a rate”, secondo il dettame delle buone regole.

Tanto per illustrare le cifre della Polizia Locale inerenti il 2018 s’è verificato che ben 383 automobilisti non hanno rinnovato la Polizza di Assicurazione e ben 1.463 automobilisti non hanno effettuato la normale revisione del proprio veicolo.

Che dire? Nessun predicozzo; semplicemente mettiamo in luce quale “grattacapo” aggiuntivo avrebbe avuto chi si fosse imbattuto per un puro incidente stradale con automobilisti di questo genere. Chiaro che le ragioni degli inadempienti possono essere molteplici, ma (un tempo) si diceva di “fare il passo secondo la gamba” e che se non è possibile “adempiere per Legge” occorre fare di necessità virtù (da leggersi – non utilizzare la vettura o utilizzare i mezzi pubblici).

Per restare in tema di Polizia Locale e di Assessore alla Sicurezza (Max Rogora) meglio incentivare i controlli “in borghese” su certe “personcine” che adescano giovani e anziani con… mille pretesti. Ne circolano troppi in città e spesso si sente dire di… orologi, braccialetti, collanine spariti. Per non parlare poi degli adescamenti a sfondo sessuale; anche qui, le signorine si sono modernizzate. Dolci ragazze avvicinano il potenziale cliente, dapprima effusioni “familiari” del tipo “ciao nonno… ti ricordi di me?”, poi svelato l’arcano si passa al “toccami, sei un bell’uomo” e “cercami a questo numero” e ti appioppano in mano un foglietto-notes con un numero di cellulare.

Visto che siamo in vena di “riconoscimenti”, è giusto sottolineare l’impegno dell’Assessore al Marketing Territoriale, Paola Magugliani, per la dotazione funzionante delle fontanelle a raso in Piazza Vittorio Emanuele II e delle nuove panchine. Bella l’iniziativa di “colorare” i zampilli in biancoblù in onore dei 100 anni della Pro Patria calcio. Da sottolineare, inoltre, il nuovo look di Piazza Santa Maria con 10 nuove panchine e la sistemazione di nuove fioriere che offrono alla Piazza un tocco gentile e una ricettività migliore.

Per Piazza Vittorio Emanuele, oltre alla fontana in “veste biancoblù” ci saranno nuovi portabici con attacco a telaio scelti dall’esperto in materia di biciclette, dall’attuale Segretario della Lega, Francesco Speroni.

Come si evince, l’amore per Busto Arsizio arriva con le buone notizie, ma pure “dentro” la critica. Altrimenti se ci dovessimo “adagiare” solo “col bello e col buono” anche la vita cittadina arriverebbe a noia. Noi (e lo ribadiamo) amiamo la città e doverosamente dobbiamo analizzare quel che si fa (e talvolta quello che non si fa).

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