IL DOSSIER DEI TORTI
Errori e orrori arbitrali: la Pro Patria ne ha le… tasche piene

I tigrotti si preparano alla trasferta di domenica (ore 17.30) in riva al Lario contro il Como, ma in casa bustocca monta la polemica sui ripetuti errori, anzi orrori per restare in tema Halloween, arbitrali

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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Un punto nelle ultime tre partite di campionato: in casa Pro Patria i conti non tornano proprio. Ma non tornano perché ad inficiare il rendimento e la classifica dei tigrotti di Javorcic non sono state le prestazioni offerte sul campo da Colombo e compagni, bensì le reiterate e penalizzanti decisioni arbitrali perpetrate ai danni dei bustocchi, colpiti quasi chirurgicamente nelle gare casalinghe con Pro Vercelli e Carrarese.

Poiché la società bustocca ha preferito mordersi la lingua, evitando di commentare quanto accaduto per tenere un basso profilo in linea con la propria rispettabile etica di condotta, ci siamo fatti carico di interpretare il pensiero e il dissenso popolare, sfociato domenica in un coro (“ladri ladri”) tanto istintivo quanto spontaneo. E per non essere di parte, abbiamo deciso di affidarci ad un esperto del campo (di cui rispettiamo l’anonimato, per ovvie ragioni) limitandoci a ripercorrere e commentare tecnicamente gli “strani” episodi verificatisi allo “Speroni” nelle ultime due gare casalinghe.

PRO PATRIA-PRO VERCELLI: 1-1  

Gol annullato a Parker: sul risultato di 1-1, su un pallone vagante in area, l’attaccante biancoblù Parker – avendo più fisicità e centimetri – svetta nettamente in altezza sul diretto marcatore che gli rimbalza praticamente addosso. Rivedendo e rivendo le immagini, non si capisce proprio cosa abbia mai potuto segnalare l’assistente all’arbitro, vista anche la visuale più schiacciata. Il fallo proprio non esiste, anche perché Parker sale – come si usa dire nel gergo – a candela, senza neanche sbracciare. Il gol insomma è regolarissimo. 

Rigore non concesso a Colombo: sul risultato di 1-1, Colombo da dentro l’area calcia di sinistro, ma il portiere della Pro Vercelli riesce a ribattere la conclusione: sulla respinta, il capitano della Pro Patria si prepara al tap-in, ma viene letteralmente affossato dal difensore piemontese, che impedisce di fatto a Colombo di concludere a rete. Il rigore insomma è nettissimo, per tutti per ma non per l’arbitro Francesco Virgilio della sezione di Trapani.

PRO PATRIA-CARRARESE: 2-3

Vantaggio Carrarese viziato: sul risultato di 0-0, l’azione da cui scaturisce il vantaggio dei marmiferi è viziata da un tocco involontario dell’arbitro, Francesco Carrione della sezione di Castellammare di Stabia. Da regolamento il direttore di gara non può fermare il gioco perché non c’è un cambio di possesso del pallone (diversamente avrebbe dovuto interrompere l’azione), ma resta il grave errore di posizionamento. L’arbitro – tatticamente impreparato (i video esistono anche per loro…) – non capisce la fase di uscita della Pro Patria, frapponendosi fra la palla e Brignoli che non  riesce appunto ad intervenire. In questi casi, con la difesa in uscita, è facile prendere gol, come puntualmente verificatosi nel prosieguo dell’azione.

Rigore non concesso alla Pro: sul risultato di 0-1, Mignanelli tocca la palla col braccio. I giocatori biancoblù nei pressi lamentano subito l’infrazione, ma né arbitro, né assistente se ne accorgono.

Rigore accordato alla Carrarese: sul risultato di 2-1, Foresta appare già in caduta nel momento in cui viene affiancato da Boffelli. L’arbitro è in ottima posizione per vedere e giudicare, ma indica ugualmente il dischetto. 

Gol vittoria Carrarese in offside: sul risultato di 2-2, sul passaggio in profondità di Pasciutti, la posizione di Mazzoni è sicuramente al di là dei centrali biancoblù. Resta forse un dubbio sul posizionamento di Colombo, sulla linea opposta, ma l’impressione dal campo sembra proprio confermare l’offside.

Gestione disciplinarebalza meno all’occhio ai non addetti, ma in realtà è l’aspetto più grave. Nel momento di maggior vigoria della Pro Patria, l’arbitro ammonisce volutamente Fietta per abbassare i toni del match, limitando pertanto le successive azioni di contrasto del giocatore biancoblù. Metro che però non applica con la Carrarese, tollerando oltre il lecito le entrate di Pasciutti che avrebbero portato al cartellino rosso.

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