Caso Boldrini
Errori

Parliamo di errori. Non ci va di lasciarli in sospeso. Altrimenti va a finire che il “torto” se lo piglia una parte e la “ragione” viene riversata sull’altra

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Parliamo di errori. Non ci va di lasciarli in sospeso. Altrimenti va a finire che il “torto” se lo piglia una parte e la “ragione” viene riversata sull’altra parte. Il “fantoccio” con foto Boldrini dei Giovani Padani rispecchia la Tradizione. Busto Arsizio non è xenofoba e nemmeno la “città che appicca il fuoco”.

E – per favore – smettiamola di “dare sentenze” quando si ignorano i fatti che contemplano Usi Costumi Tradizioni di un “luogo” e, nella fattispecie, Busto Arsizio.

Primo errore: pilotato o no, chi ha fatto la soffiata a Giornali e TV ha voluto “ciurlare nel manico”. Se avesse conosciuto la Tradizione, non avrebbe fatto fare brutta figura a Busto Arsizio. Oppure, l’autore della soffiata conosceva bene la Tradizione, ma vigliaccamente ha bypassato la Stampa Locale, sapendo che l’avrebbe smentito subito e l’eco della “soffiata” non si sarebbe ingigantita a oltranza. Laura Boldrini avrebbe evitato certe dichiarazioni strampalate a cui il Sindaco di Busto Arsizio, Dr. Emanuele Antonelli, ha risposto con garbo, fermezza e responsabilità. A conti fatti, la “soffiata” ha avuto un effetto boomerang ed è piombata addosso al suo “inventore”.

Secondo errore: Matteo Salvini e Raffaele Cattaneo sono saliti sul “carro dello sdegno” e hanno invocato le scuse dei Giovani Padani nei confronti della Presidente della Camera, Donna Boldrini, dimostrando di non conoscere le Tradizioni Locali, proprio loro che vivono di localismo. E nemmeno accennano – ora – a riparare le loro inique asserzioni.

Terzo errore: l’intervista a Prealpina di Matteo Guarneri, capo dei Giovani Padani con tanto di foto con Salvini, nemmeno contempla l’intervento “scomposto” del Segretario Nazionale della Lega, come a dire “hanno sbagliato gli altri” e Salvini si merita una foto quasi ad acconsentire e “benedire” quello che ho fatto. Deciditi, Salvini vuoi le scuse alla Boldrini o vuoi mistificare il lavoro dei Giovani Padani?

Adesso però BASTA col portare disdoro a Busto Arsizio. Basta con le dichiarazione di Gilberto Squizzato, basta con “sentenze” fuori luogo. Busto non è xenofoba e l’Antifascismo qui è di casa. Ricordo ancora che Busto Arsizio fa parte delle città decorate. Infatti, il 9 aprile 1979 è stata insignita, da parte dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, della medaglia di bronzo al valor militare per il ruolo rilevante tenuto e i meriti acquisiti durante la lotta partigiana nel corso della guerra di Liberazione al termine seconda guerra mondiale (l’emittente locale Radio Busto Libera fu la prima ad annunciare la caduta del regime fascista).

Le scuse alla città, devono farle prima di tutto chi ha buttato fango sulla città. Coloro che hanno “sputato nel piatto dove mangiano” devono convincersi che non sono queste accuse dozzinali, becere e cretine a scalfire l’onore di Busto Arsizio che (ricordiamo anche questo) è la PRIMA città non Provincia a stagliarsi al SESTO posto della Regione Lombarda e che in tutti i campi in cui compete, Busto Arsizio ha sempre un posto d’onore. Chi può si vada a leggere i documenti Istituzionali e se ne faccia una ragione.

Da “Bustocco nativo e lavativo” (e non vi spiego cosa vuol dire, salvo richiesta) sono indignato su chi ha voluto “far male” a questo luogo del mondo benedetto dal Signore.

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