MUSICA E SCHIAMAZZI AL CENTRO DELLE PROTESTE
Esposto contro un locale del centro. La replica: “Abbiamo tutte le carte in regola”

La segnalazione è firmata dall’architetto Grandi. Il responsabile dell’Amemi: “Tutto si svolge nel rispetto di leggi e permessi”

Una delle foto scattate dall'architetto Grandi contenuta nell'esposto

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Da una parte i gestori di un locale che organizzano appuntamenti con musica e dj set per richiamare pubblico e ravvivare l’offerta serale di Busto. Dall’altra una parte del vicinato, infastidita per rumori e schiamazzi.
Il risultato è un esposto protocollato al sindaco Emanuele Antonelli e al prefetto di Varese Enrico Ricci per chiedere di vigilare sulla situazione a tutela della quiete pubblica.

Il locale in questione è l’Amemi, all’incrocio tra via Roma e via Cardinal Tosi, nel centro storico. E a farsi portavoce del malcontento di alcuni vicini è l’architetto Alberto Grandi, già consigliere comunale tra le fila del centrosinistra.
Il quale ha redatto una relazione, con tanto di fotografie e video, lamentando “rumori che superano notevolmente la cosiddetta ‘normale tollerabilità’” e disturbano il riposo delle persone. Grandi elenca a titolo esemplificativo la situazione di serate specifiche in cui la musica è proseguita fin dopo la mezzanotte e gli schiamazzi sino alle due del mattino, oltre a una serie di segnalazioni alla Polizia locale effettuate nei mesi estivi, alcune delle quali cadute nel vuoto poiché gli agenti erano impegnati in operazioni più importanti.
“Questo tipo di manifestazioni si sono ripetute dal mese di marzo – sottolinea – più volte la settimana, e non hanno quindi la caratteristica di temporaneità”.

“Abbiamo chiesto ripetutamente di abbassare la musica – aggiunge Grandi –. In passato non mi sono mai lamentato di nulla, nemmeno di quello che succede al giovedì sera con i negozi aperti. Ma da marzo la situazione è diventata insostenibile: io non riesco a leggere o parlare normalmente in casa mia”.

“Noi abbiamo tutte le carte in regola – afferma Tommaso Gallazzi, da poco tempo responsabile del locale –. Mi dispiace che si presentino questi inconvenienti, perché il nostro è un bar sempre pulito che vuole proporre del divertimento sano nel rispetto delle regole. Ammettiamo che in un’occasione, ad agosto, abbiamo sforato con la musica oltre l’orario consentito. Per il resto, tutto si svolge nel rispetto di leggi e permessi: i controlli della Polizia locale e i referti della Siae lo dimostrano”.

Per quanto riguarda gli schiamazzi, “è normale che all’esterno di un bar non si stia zitti, ma non mi sembra che si parli a voce particolarmente alta, al di là di un po’ di rumore fisiologico. Poi ognuno può avere la propria opinione e credo che i titolari e la persona che protesta possano incontrarsi davanti a un caffè per discutere e cercare di venirsi incontro. Per quanto ci riguarda, cercheremo come sempre di stare il più attenti possibile. Ma, ripeto, noi parliamo alla luce di permessi e controlli sempre positivi”.

La vicenda è destinata – come sempre in questi casi – a dividere chi vede di buon occhio iniziative che ravvivano il cuore di Busto e chi si schiera con le ragioni dei residenti.
Tra questi c’è Audio Porfidio, un tempo seduto con Grandi tra i banchi dell’opposizione in assise. Pur schierandosi con l’ex collega su questa vicenda, il suo è un discorso generale, che va oltre il caso specifico: “Non è possibile che una città come Busto, che si avvicina ai 90 mila abitanti, possa contare su una sola pattuglia di Polizia locale nelle ore serali. È inevitabile, per i cittadini che si rivolgono al comando, sentirsi dire che gli agenti sono impegnati altrove. Inevitabile ma inaccettabile. La priorità di questa amministrazione dovrebbe essere la sicurezza – e di conseguenza la tranquillità – dei cittadini. E la Polizia locale dovrebbe essere il fiore all’occhiello. Invece così non è, e più tempo passa più le cose peggiorano e, dopo aver visto un rimpasto di giunta basato su logiche di partito, non sono certo ottimista”.

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