AL TEATRO SOCIALE LO SPETTACOLO CON ATTORI LIBERI E “DIVERSAMENTE LIBERI”
Una “evasione teatrale” per i detenuti del carcere di Busto

“Ginestre”, la nuova messinscena della compagnia “L’Oblò”, è in programma mercoledì 10 aprile al teatro Sociale

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Si intitola Ginestre, come il fiore del deserto scelto da Leopardi come simbolo di resilienza; è il nuovo spettacolo allestito dalla compagnia di attori detenuti del carcere di Busto Arsizio “L’Oblò”, in programma mercoledì 10 aprile al teatro Sociale “Delia Cajelli”.
“È uno spettacolo che amiamo molto – spiega la regista Elisa Carnelli – a cui abbiamo lavorato per quasi un anno e che, per la prima volta, coinvolge anche persone ‘esterne’. Ed è questa la grande novità”.

A Busto, infatti, non era mai successo che attori detenuti e non detenuti lavorassero insieme. Grazie all’esperimento dei laboratori intitolati “Contaminazioni” promossi dalla onlus “L’Oblò”, tutti i sabati mattina, per un anno, una decina di appassionati di teatro è entrata nel carcere di via per Cassano e, fianco a fianco con altrettanti attori detenuti, ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo.
La messinscena si ispira al libro “Essere Esseri Umani” della psicoterapeuta Marta Zighetti: “Nella prima parte proviamo a rispondere a una serie di domande importanti, ad esempio ‘Chi è l’essere umano?’ – rivela la regista –. Dalle improvvisazioni e dai laboratori sono uscite tante storie personali, molto intime e molto forti. Non si tratta di autobiografie o della ricerca di commiserazione, tutto è raccontato con la giusta distanza artistica. Sono emersi però ricordi e riflessioni. Ad esempio, un gesto semplice come farsi la barba è stato interpretato come un rito di passaggio emblematico e, per un ragazzo immigrato lontano dalla famiglia da tanti anni, il ricordo del padre che si radeva è stato molto intenso. I detenuti si sono messi in gioco, recitando come attori veri e nella prova aperta tenutasi qualche giorno fa davanti agli studenti dell’Ipc Verri, alcuni giovani spettatori avevano gli occhi lucidi”.

Ora, dopo il “tutto esaurito” del 2016, la compagnia è pronta ad emozionare il pubblico del teatro Sociale. “È la nostra seconda ‘evasione teatrale’ – osserva Carnelli –. Saliranno sul palco circa cinquanta persone, tra attori e componenti del coro Macramè diretto dal maestro Marco Belcastro”.
Nell’iniziativa sono stati coinvolti anche alcuni studenti dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni: “Dei nostri progetti, come le cene con delitto all’interno del carcere, solitamente non  ci possono essere immagini. Questa volta, invece, avevamo il desiderio che restasse traccia di questo spettacolo. Le riprese testimonieranno anche come sia cambiata l’amministrazione penitenziaria in Italia. Iniziative che affiancano persone esterne ai detenuti dieci anni fa erano estremamente più rare”.

Lo spettacolo è in programma mercoledì 10 aprile, con ingresso alle ore 20.30 e inizio alle 21. I biglietti si possono acquistare all’ingresso con una donazione minima suggerita di 12 euro (il ricavato verrà utilizzato a sostegno delle attività artistiche e di risocializzazione dell’associazione L’Oblò).
Il ringraziamento di Elisa Carnelli va all’assessore all’Inclusione sociale Miriam Arabini, che “ci ha sostenuto molto, sebbene questo evento riguardi una ‘marginalità’. Essere nel teatro della città è importante. È come dire che non ci si può dimenticare di chi ha commesso un reato ma prima o poi ritornerà. È un modo per reintegrare queste persone, simbolico e concreto”.

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