LA FESTA DELLA GIOEUBIA
Falò benaugurante e duemila risotti in piazza

Ѐ stata una Gioeubia che ha rispettato nella sua pienezza la tradizione. Ironia e celebrazione dei fatti della città e dei tormentoni nazionali e duemila porzioni di risotto con la luganiga distribuite in piazza. Festa anche nei quartieri

BUSTO ARSIZIO

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La Gioeubia di quest’anno ha rispettato la tradizione nella sua pienezza. Lasciate da parte le polemiche, a dir poco accese di dodici mesi or sono, i fantocci realizzati da associazioni, movimenti politici e singoli cittadini hanno avuto quel leggero spunto critico sui fatti della città, che giustamente li deve caratterizzare, senza però sfociare in eccessi, ed hanno commentato con garbo, fantasia e ironia i tormentoni nazionali e locali, oltre a celebrare importanti anniversari come i 100 anni della Pro. Insomma, una bella festa popolare che si è consumata in centro città, con il falò in piazzale Einaudi, e nei quartieri.

Anche le fiamme, allungate verso il cielo, sono state segno di buon auspicio per la primavera che verrà. Nonostante il freddo gelido e la pioggia leggera ma insistente delle ore 19, migliaia di bustocchi (soprattutto famiglie con bambini) hanno assistito al falò in piazzale Einaudi. A dare fuoco alle Gioeubie c’erano il sindaco Emanuele Antonelli e gli assessori Arabini, Magugliani e Maffioli.

Poi tutti in piazza San Giovanni, dove il rito della Giouebia è proseguito con la tradizionale distribuzione di un fumante piatto di risotto con luganiga (al costo di 2 euro, più un altro euro per il bicchiere di vino). Quasi duemila le porzioni distribuite ai cittadini. Il pentolone con 50 chilogrammi di luganiga e 100 di riso è stato svuotato in un “amen”, soddisfacendo i palati di tutti e rispettando, nella sua pienezza, la tradizione della Gioeubia.

Qui le foto delle Gioeubie dumiladasnoi

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