CASO-EDUCATRICI
Farioli: “Vicenda delicata che tocca le famiglie. Attendiamo le motivazioni della sentenza”

Il rischio che le lavoratrici debbano restituire i soldi esiste, ma l’esponente di giunta invita a non essere precipitosi

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Se da un lato, con la sentenza che ha riconosciuto come illegittima l’indennità di turno delle educatrici, il Comune ha visto vincere la propria linea, dall’altro a Palazzo Gilardoni nessuno esulta per un pronunciamento che potrebbe portare le lavoratrici di asili nido e scuole materne a restituire le somme non dovute percepite negli scorsi anni.
Il rischio esiste ma, al momento, non ci sono certezze. Pertanto, l’assessore al Personale Gigi Farioli – che da sindaco dovette affrontare la “vicenda Corte dei Conti” che portò dirigenti e dipendenti a restituire parte degli aumenti dovuti a progressioni giudicate illegittime – invita alla calma.

“La sentenza di secondo grado, relativa al caso delle due educatrici che si erano rivolte al tribunale per vedersi riconoscere le indennità di turno – afferma Farioli – sottolinea senza più ambiguità che l’atteggiamento tenuto dall’amministrazione dal 2016 è coerente rispetto alla normativa”.
In sostanza, bene ha fatto Palazzo Gilardoni a “decurtare” dalla busta paga delle dipendenti quella parte dello stipendio (ora si può dire) non dovuta, poiché l’articolazione oraria non era da ritenersi una vera e propria turnazione.
Un altro effetto della sentenza è quello di liberare i 70-80mila euro che il Comune aveva accantonato in vista di un eventuale esito negativo della vertenza. “Ora – precisa Farioli – essendoci ormai un univoco segnale, questa somma entra in gioco per la totalità dei dipendenti come ripartizione del fondo”.

Ma il vero nodo riguarda i soldi percepiti dalle educatrici fino al 2016: dovranno essere restituiti? “Per decidere occorre agire in maniera consapevole, responsabile e sensibile – puntualizza l’esponente della giunta Antonelli –. Non è consentita alcuna superficialità. Sia per rispetto dell’importante ruolo delle educatrici, sia perché conosco la complessità di queste situazioni, avendo avuto a che fare per buona parte dei miei anni da sindaco con l’eredità della vicenda impropriamente definita Corte dei Conti, che ha richiesto una lunga ricostruzione dei passaggi giudicati illegittimi. Qualora anche in questo caso si dovesse ricorrere al recupero delle somme, ebbene questa cosa non potrebbe lasciarci indifferenti”.
Anche perché l’assessore sa bene che “non stiamo certo parlando di stipendi d’oro. Pertanto andremmo a inserirci, purtroppo, in situazioni di difficoltà quotidiane”.

Insomma, che fare? “Innanzitutto non bisogna essere precipitosi. Noi conosciamo solo il dispositivo, non le motivazioni della sentenza. Quando l’avremo in mano, la leggeremo con la dovuta attenzione e valuteremo se possa avere a che fare con le turnazione antecedenti il 2016. Ovviamente tutto si svolgerà nel rispetto delle norme, delle indicazioni della Ragioneria dello Stato ma anche a tutela della educatrici, sebbene non si possano fare delle trattative. È una vicenda delicata che tocca le famiglie. Attendiamo le motivazioni senza essere precipitosi, per poter fare gli approfondimenti del caso nell’interesse di tutti. Ogni altra parola, oggi, sarebbe fuori luogo”.

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