Il significato dello sciopero dei lavoratori metalmeccanici della Lombardia
“Fermare per una decina di giorni le produzioni significa ridurre le probabilità di contagio”

La nota dei sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm della Lombardia

SESTO SAN GIOVANNI

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La Fim-Cisl, la Fiom-Cgil e la Uilm della Lombardia, vale a dire il sindacato unitario dei lavoratori metalmeccanici della Regione, a seguito dello sciopero di oggi a causa dell’epidemia da coronavirus, hanno diramato un comunicato secondo cui “i dati che ci stanno arrivando in queste ore, da tutti i territori della Lombardia, confermano un’alta adesione allo sciopero proclamato da FIM, FIOM e UILM. Numeri in linea con tutti i precedenti scioperi unitari, con una forbice che va dal 60% al 90% a seconda delle peculiarità delle varie province, considerato anche l’alto tasso di assenteismo, i lavoratori in smart working, le fermate e riduzioni produttive già concordate nelle scorse settimane dai nostri delegati. L’alta partecipazione – prosegue il comunicato sindacale – delle lavoratrici e dei lavoratori dimostra il grande sostegno alle nostre richieste, in linea con quanto già sostenuto da Cgil, Cisl e Uil sia in Lombardia che a livello nazionale, in particolare rispetto alla chiusura di tutte le attività produttive non essenziali”.

Lo sciopero di oggi in Lombardia, vale a dire la regione maggiormente colpita dal coronavirus, ha sostenuto l’iniziativa dei Sindacati confederali nei confronti del governo “che si è reso disponibile a rivedere l’elenco delle attività essenziali che possono, quindi, continuare a funzionare”.

FIM, FIOM e UILM lo affermano con chiarezza: “Fermare per una decina di giorni le attività produttive significa ridurre le occasioni di contatto tra le persone e contenere, così, le probabilità di contagio con benefici sia per la salute delle persone che per il nostro sistema sanitario che va preservato dal rischio collasso. Le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici lo hanno capito rispondendo con lo sciopero”.

Il comunicato sindacale si conclude con un monito ben preciso: “Non esiteremo, come già fatto, a bloccare tutte le attività che non dovessero rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di sicurezza”.

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